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“Topazio è un ultras, non un criminale!”

“Topazio è un ultras, non un criminale!”

Lo scorso 23 aprile veniva prelevato in casa propria dagli agenti della squadra mobile locale un giovane trentenne di Foggia, con l’accusa di aver saltato una firma durante un precedente scontato periodo di diffida. La sua vicenda è semplice quanto stupefacente. Per accanimento, tempistica e irrazionalità! Ecco il comunicato di solidarietà firmato da Ciurma nemica

Arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti.

 

Un mese di cella già scontato. Altri due in arrivo. Con poche possibilità d’ottenere quei domiciliari che pare tocchino di diritto a spacciatori ed assassini. Con una Procura che interviene solo per chiedere di inasprire ulteriormente la pena. E, subito dopo, l’incertezza, i carichi pendenti, le multe, i cavilli.

Ancora giustificazioni da dare, ancora tentativi di arginare, rimandare, sospendere una giustizia punitiva ed assurda. Come se non fossimo già grave; dinanzi al suicidio della logica. Topazio è stato prelevato in casa da agenti della squadra mobile, lo scorso 23 aprile, con l’accusa di aver saltato una firma durante un precedente SCONTATO periodo di diffida. La sua vicenda è semplice quanto stupefacente. Per accanimento, tempistica, irrazionalità.

Colpito da Daspo, nel gennaio del 2003 (nel gennaio 2003 esisteva ancora la Jugoslavia, per intenderci!), individuato come soggetto pericoloso, istigatore, violento, sconta 2 anni con obbligo di firma a cui si aggiunge un altro anno e mezzo per complicanze burocratiche e – badate bene! – uno di diffida PREVENTIVA. Anni, stagioni calcistiche e meteorologiche, passate in questura a firmare. Campionato, coppa e alcune amichevoli. Non c’è bisogno di un genio per comprendere che tutto questo basta a stravolgere le abitudini di una vita. Eppure, i colpevolisti – plasmati da anni di chiacchiere televisive sulla pericolosità degli ultras – non sono soddisfatti ed incalzano con la solita domanda su cosa abbia fatto di così grave nella partita con l’Andria di quel lontano 2003.

Rispondiamo, senza tema di smentita: NIENTE. Non ha fatto proprio niente. Non ha estorto denaro a bisognosi commercianti, non ha trafficato in opere d’arte, non ha depositato in Svizzera il denaro di ingenui investitori, non ha truffato i telespettatori.

Men che meno ha ucciso, stuprato, rapinato. Certo, ha ballato con il reparto celere la solita quadriglia a distanza. Nessun ferito e qualche bel ricordo. Moralmente opinabile, certo, ma neppure il più accanito tra i benpensanti sarebbe in grado di giustificare una pena così lunga (7 anni di attenzione). E, peggio ancora, l’aggravio della stessa con la richiesta del carcere. La voglia famelica di magistrati e procuratori, che con tocco impersonale chiedono altri mesi, altri anni, altri euro.

L’impressione – fondata sui fatti – è quella di essere entrati in un meccanismo che si autoalimenta, nel girello dei criceti. Topazio è un criminale. Lo dicono i fatti, dicono magistrati e giornali. Topazio è uno che se l’è cercata, dicono in tanti, troppi, che non lo conoscono ma si ergono a giudici. 

Topazio è un ultras, diciamo noi. Uno di noi, un fratello dei nostri. Quel che è capitato a lui poteva, potrebbe capitare ad ognuno di noi. E, per come la vediamo noi, il computo delle responsabilità non può che posticiparsi dinanzi al senso d’appartenenza.

L’urlo prende forma senza bisogno di motivazioni pratiche, al solo pensiero di veder sottrarre mesi di libertà, di vita, ad un ragazzo di 30 anni. È capacità d’indignazione, senso della misura, percezione dell’ingiustizia. Delle firme saltate non ce ne frega granch&ea cute;. La società nel suo complesso, lo stiamo constatando in queste settimane, non ci sembra particolarmente defraudata.

Eppure l’ultras Topazio paga fino in fondo, subendo uno zelo degno di miglior causa. E sia! Ma ogni giorno di cella è un mattone d’infamia, e alla fine solo gli imbecilli potranno far finta di non vedere.

 

TOPAZIO UNO DI NOI,

TOPAZIO LIBERO

LIBERTA’ PER GLI ULTRA’

 

Ciurma Nemica – Foggia 

 

per qualsiasi informazione, scrivere  all’indirizzo e-mail: topaziolibero@email.it


Giornalista. Ho lavorato per diverse testate giornalistiche calabresi, tra cui Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora. Ho collaborato, inoltre, con alcune riviste ricoprendo il ruolo di corrispondente calabrese per Boxering (periodico internazionale di pugilato). Ho coordinato, per circa 3 anni, "Mentalità", la fanzine della Curva Massimo Capraro. Da sempre sensibile alle problematiche sociali e civili, mi sono occupato spesso di temi legati al lavoro, alla politica, al disagio sociale, ai movimenti di rinnovamento della società ma ho scritto anche di sport e spettacolo. Dall’ottobre 2008 sono un freelance. Nel 2009, insieme ad alcuni colleghi, decido di fondare questa testata giornalistica, di cui sono orgogliosamente al timone. Nel 2012, su questo portale, fondo Radio Popolare Catanzaro, un'emittente in streaming davvero interessante, ma avrà vita breve. Oggi più che mai penso che terramara, ribattezzata nel 2016 magazine d'informazione indipendente rappresenti al meglio la mia idea di giornalismo in movimento

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