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Biennale cinema di Venezia. Leone d’argento alla Favorita di Lanthimos

Biennale cinema di Venezia. Leone d’argento alla Favorita di Lanthimos

Un film in costume laddove nella contemporaneità il costume pare il solo modo di narrare la storia. Con il suo stile insolito di scrittura e di messa in scena, con La favorita , Lanthimos porta per la prima volta sullo schermo una sceneggiatura molto lontana da quelle opere realizzate dal greco come nel caso della coppia The lobster (2015) e Il sacrificio del cervo sacro (2017).

A contendersi il ruolo di ‘favorita’ della Regina Anna d’Inghilterra, nel passaggio – tra XVII e XVIII secolo – sono due donne tra loro cugine. Una – interpretata da Emma Stone – in disgrazia per causa dei vizi paterni, chiederà aiuto a Sarah Churchill interpretata con forza magnetica da Rachel Weisz, da lungo tempo al servizio di una Sovrana debole e facilmente condizionabile.

L’ impari confronto tra i due caratteri – la nuova candida, bionda, angelica e remissiva e la scura e tenebrosa amica intima di sua maestà, dominante della vita di corte con sostanziali funzioni di tesoriera del regno – scatenerà una lotta strategica e di “classe”e tatticamente da un uso opportunistico del sesso. La favorita mostra un microcosmo fondato sull’apparenza in cui ciascuno interpreta “a rule” o un ruolo finalizzato al raggiungimento dei propri interessi . Questo ‘piccolo mondo’ è una corte settecentesca, con l’ambizione – grazie alla potenza visiva – di superare il genere, che ci ricorda Marie Antoinette di Sofia Coppola, di avvicinarsi alle alterne fortune di Barry Lyndon di Kubrick dove la Corte era l’ascesa sociale.


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