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Radio popolare: un sogno sbocciato dal cemento

Radio popolare: un sogno sbocciato dal cemento

Nasce una voce libera e indipendente in città. Rpc intende restare slegata il più possibile dai grossi inserzionisti, a garanzia della sacrosanta libertà dell’informazione. Un’emittente in streaming vicina ai più deboli. Il nostro appello al sostegno volontario è rivolto agli amici, alle associazioni, alle coscienze critiche, alle soggettività insubordinate

Catanzaro è una città unica nel suo genere, dove tutto scorre molto lentamente, e quando sembra voler cambiare, ritorna sui suoi passi, “intimorita”, rassegnata, poco convinta di se. L’Us Catanzaro 1929 conquista sul campo la Prima divisione: siamo tutti più felici, è vero, anche se per qualcuno (una sparuta minoranza) la festa è stata “macchiata” dai fischi che hanno ricoperto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti (presente allo stadio Ceravolo nell’ultima partita di campionato). Ma è una storia che non tutti possono comprendere… D’altra parte, il “supertifoso” giallorosso – così, il governatore è stato presentato dallo speaker, poco prima del match con il Giulianova – ha rimosso in fretta tempi in cui legava al collo la sciarpa amaranto, nei derby infuocati degli anni Ottanta. Ma è storia anche questa e i fischi non dipendono solo dalla semplice presenza. Il governatore avrebbe dovuto solo cogliere la circostanza per salutare i catanzaresi: tutto qui. Si diceva, dunque: nulla è cambiato.

La città è sonnolente, priva d’idee – poco vivibile – soffocata da una mobilità veicolare senza una logica, immersa in un’eterna stagione d’attesa per qualcosa che non arriva mai. Vincolata al volere di pochi ricchi. La rassegnazione, il fatalismo cosmico sono elementi imprescindibili. I progetti di rilancio del capoluogo sono fermi al palo. Inarrestabile l’emorragia delle menti migliori. Sergio Abramo per la terza volta viene eletto sindaco del capoluogo di regione: evidentemente, il presidente della Sorical, pur sfiorando il ballottaggio, ha lasciato una traccia così profonda tra i catanzaresi da non essere dimenticato. Vedremo cosa saprà fare. Il brillante ma inesperto Scalzo – così è stato definito un po’ da tutti – non ce l’ha fatta a battere la corazzata messa in campo da Abramo e così la città è ritornata nuovamente nelle mani di Tallini, Aiello e amici di partito. L’ombra dei brogli aleggia sulla nostra città, solo un anno dopo le dimissioni improvvise di Michele Traversa. Ma è storia detta e ridetta anche questa, non ancora chiarita, compresa, spiegata, ma in fondo archiviata. “Basta con questo Traversa! Pensiamo al futuro – si predica tra i seguaci di un centrodestra ostinato e forte – . Questa storia ha stufato ed ha prodotto solo l’effetto di allontanare la gente dalla politica. O vogliamo che Grillo arrivi anche qui???”. Nello stesso tempo, la caduta di Lega e Pdl riapre i giochi di potere per la corsa a palazzo Chigi regalando una speranza al Pd, un partito (riformista?) che di sinistra non ha più veramente nulla. La crisi si fa sentire. D’altra parte, non c’è più traccia della sinistra radicale, ma rinasce prepotentemente in Grecia, alle prese con una crisi terrificante. 

Torniamo a noi, alle piccole cose di casa nostra. Terramara the blog journal riapre la sua comunicazione più forte di prima, dopo un silenzio forzato, e se ne scusa con i suoi lettori. Riprende la sua attività di approfondimento, studio, denuncia, come aveva fatto da quel 12 dicembre 2009. Ma lo fa con una compagna di viaggio al suo fianco: giovane, innovativa, ultramoderna, che presto avrà un posto stabile in home page. Radio popolare Catanzaro: una voce indipendente in streaming che racconterà la città, in lungo e in largo, in tutte le sue declinazioni, proponendo un palinsesto fatto di musica, cronaca e magazine. Rpc è attenta alla società, ai diritti dei più deboli, ai senza voce, a chi non ha una rappresentanza. Inizierà la sua lunga e inarrestabile diretta da settembre. Ma già opera opera in differita, proponendo sevizi radiofonici on demand.

Ora sta a tutti voi cittadini, ascoltatori, appassionati di musica, coccolare con ogni mezzo questo ambizioso e scomodo progetto. Una voce libera e indipendente sul territorio, che intende restare slegata il più possibile dai grossi inserzionisti, a garanzia della sacrosanta libertà dell’informazione. L’abbonamento annuale, l’azionariato popolare, il sostegno volontario diventano le uniche strade percorribili per mantenere in vita Radio popolare Catanzaro e la sua filosofia.

Il nostro appello è rivolto agli amici, alle associazioni, alle coscienze critiche, alle soggettività insubordinate, a tutti colori i quali da vicino o da lontano desiderano avere una voce libera, democratica, slegata dai poteri, indipendente, prossima al cittadino. A chi si sente maledettamente vittima di una società pilotata delle banche. A chi semplicemente sogna una città diversa, sorridente, consapevole del proprio valore, accogliente. Ecco cos’è Radio popolare Catanzaro, un esercizio di resistenza sul piano dell’informazione, energia telematica al servizio della collettività, idee, sogni, risate, contro i poteri forti, aspirazione ad una società concretamente giusta e al servizio dei molti e non dei pochi. Un desiderio “perverso” covato per anni e sbocciato dal cemento.

Il ricavato del vostro sostegno sarà utilizzato per coprire le spese annuali dell’attività. 

I bilanci saranno gestiti all’insegna della trasparenza e aperti alla consultazione.

Antonio Argentieri Piuma (direttore responsabile


Giornalista. Ho lavorato per diverse testate giornalistiche calabresi, tra cui Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora. Ho collaborato, inoltre, con alcune riviste ricoprendo il ruolo di corrispondente calabrese per Boxering (periodico internazionale di pugilato). Ho coordinato, per circa 3 anni, "Mentalità", la fanzine della Curva Massimo Capraro. Da sempre sensibile alle problematiche sociali e civili, mi sono occupato spesso di temi legati al lavoro, alla politica, al disagio sociale, ai movimenti di rinnovamento della società ma ho scritto anche di sport e spettacolo. Dall’ottobre 2008 sono un freelance. Nel 2009, insieme ad alcuni colleghi, decido di fondare questa testata giornalistica, di cui sono orgogliosamente al timone. Nel 2012, su questo portale, fondo Radio Popolare Catanzaro, un'emittente in streaming davvero interessante, ma avrà vita breve. Oggi più che mai penso che terramara, ribattezzata nel 2016 magazine d'informazione indipendente rappresenti al meglio la mia idea di giornalismo in movimento

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