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Maltempo, capoluogo in ginocchio. Contrada Janò e Pontepiccolo allagati

Maltempo, capoluogo in ginocchio. Contrada Janò e Pontepiccolo allagati

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Contrada Janò. Corsia d’emergenza invasa dall’acqua

Catanzaro – Il ciclone che ha sommerso ieri Olbia e parte della Sardegna provocando 18 morti, 5 dispersi e moltissimi feriti richiama il maltempo al sud. Un’alluvione si abbatte su Catanzaro e in poche ore produce danni e disagi in tutta la provincia.

In questo servizio fotografico ci concentriamo sulla zona nord della città rimasta vittima di allagamenti e gravi danni provocati dalla violenza dell’acqua. Contrada Janò-Rumbolotto e Pontepiccolo mostrano i segni tangibili di quanto accaduto questa notte. Che si trattasse di una pioggia molto intensa si era capito già dalle prime ore della sera di ieri quando il cielo plumbeo aveva dato i segni di un fenomeno atmosferico assolutamente fuori dal normale. Tuttavia, sono bastate alcune ore di pioggia battente per mandare in tilt la rete di smaltimento delle acque.

I campetti da tennis di Pontepiccolo, situati in un punto di raccolta dell’acqua piovana di tutto il quartiere sono stati completamente allagati. Il livello dell’acqua, alle 7 di questa mattina, ha raggiunto mezzo metro provocando il danneggiamento del motore elettrico che tiene in piedi il pallone aerostatico eretto per consentire l’uso invernale della struttura. Proprio oggi dovevano partire i corsi di scuola tennis. Alcune automobili verso quell’ora galleggiavano come canotti e solo l’intervento dei vigili del fuoco ha salvato una residente della zona colta dal panico. Alcuni cittadini sostengono che il tubo che garantisce il deflusso dell’acqua verso valle è troppo piccolo e ciò rappresenta un problema serio quando la pioggia è più intensa del previsto. Alcune stradelle durante la notte si sono trasformate in torrenti naturali d’acqua e fango trasportando con se materiali di ogni tipo e causando un pericolo concreto per i mezzi parcheggiati. In giornata, le cose sono migliorate l’acqua è finalmente defluita. Ma i danni restano.Tre condotte idriche sono saltate e pare che fino a domani alcune zone della città resteranno senza fornitura idrica.

Contrada Jano’. Un film già visto e rivisto. La contrada, qualche anno fa, fu travolta da una frana devastante che portò via muri di sostegno, danneggiò case e strade e provocò il blocco e la chiusura di attività lavorative. Per l’occasione arrivò perfino il capo della Protezione civile, Bertolaso, e uno stuolo di politici promise grandi cose. Ma fu fatto ben poco per rimettere in sicurezza la zona. Numerosi residenti si videro costretti a lasciare le proprie case e furono ospitati per mesi in alberghi e locazioni di fortuna. Di quella vicenda resta ancora aperto un ampio capitolo giudiziario legato ai risarcimenti di quei residenti che reclamano giustizia per i danni subiti e in qualche caso, per aver subito la perdita della propria abitazione ritenuta non agibile.

Stanotte, ancora una volta, l’acqua copiosa ha provocato piccole frane e disagi e sembra essersi riaperta una piaga mai rimarginata. Su tutto, lo scandalo della corsia d’emergenza mai completata nella parte bassa della contrada completamente allagata e invasa ancora una volta dal fango e dai detriti portati giù dall’acqua. Una strada progettata circa 15 anni con lo scopo di consentire il transito di autoambulanze, mezzi di lavoro ma più in generale un collegamento più sicuro per tutta la zona. Un progetto iniziato ma mai portato a termine.

Nel 2010, uno spiraglio di speranza per la ripresa dei lavori restituì il sorriso tra i residenti della contrada ma dopo poco una nuova lunghissima interruzione.

La corsia d’emergenza oggi si presenta così: uno scandalo! I residenti della contrada si sentono abbandonati dalle istituzioni, presi in giro, esposti al rischio della pioggia. Verso le 13, l’arrivo di alcuni mezzi di lavoro, e la consueta manovra di tamponamento per riportare una pseudo-normalità. Ma il rischio di crollo del muro di contenimento è alto e la corsia d’emergenza resta inagibile. Contrada Janò resta collegata alla città da una piccola stradina che appare assolutamente insufficiente perché stretta e fragile. E’ ora di intervenire prima che sia troppo tardi.


Giornalista. Ho lavorato per diverse testate giornalistiche calabresi, tra cui Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora. Ho collaborato, inoltre, con alcune riviste ricoprendo il ruolo di corrispondente calabrese per Boxering (periodico internazionale di pugilato). Ho coordinato, per circa 3 anni, "Mentalità", la fanzine della Curva Massimo Capraro. Da sempre sensibile alle problematiche sociali e civili, mi sono occupato spesso di temi legati al lavoro, alla politica, al disagio sociale, ai movimenti di rinnovamento della società ma ho scritto anche di sport e spettacolo. Dall’ottobre 2008 sono un freelance. Nel 2009, insieme ad alcuni colleghi, decido di fondare questa testata giornalistica, di cui sono orgogliosamente al timone. Nel 2012, su questo portale, fondo Radio Popolare Catanzaro, un'emittente in streaming davvero interessante, ma avrà vita breve. Oggi più che mai penso che terramara, ribattezzata nel 2016 magazine d'informazione indipendente rappresenti al meglio la mia idea di giornalismo in movimento

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