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L’esonero di Moriero apre nuovi scenari. Mr Gicos ad un bivio!

L’esonero di Moriero apre nuovi scenari. Mr Gicos ad un bivio!

salerno 2014

Salerno 2014

L’ho detto ieri pomeriggio in Tv e lo ribadisco su Terramara: Moriero è stata un scelta sbagliata fin dall’inizio e di questa scelta ne deve rispondere il direttore sportivo che lo ha caldeggiato. Mr Gicos si è fidato del suo uomo mercato per la campagna acquisti estiva affidandogli un budget magari non da capogiro ma sufficiente a mettere in piedi una squadra competitiva capace di giocarsi il primo posto. Ne è venuta fuori una squadra che dopo 12 giornate guarda il Benevento a 9 punti di distanza. E ora siamo qui a chiederci perché. Si sapeva che la scelta dell’allenatore era fondamentale e molti, visto il curriculum dell’ex interista, avevano storto il naso. Ma la società non ha ascoltato la piazza, facendo tuttavia il contrario quando si è trattato di non confermare Oscar Brevi e il suo progetto giovani fondato su una gestione oculata e razionale delle risorse economiche. Tutto ciò mi fa riflettere…

Ad un tratto spuntano Moriero e Kamara, Barraco e Silva Reis, booo… Il presidente Cosentino deve concentrarsi su questo aspetto e riflettere. Armando Ortoli deve fare mea culpa e cercare di salvare il salvabile. Anche la sua posizione. Il mercato fatto in estate è una diretta conseguenza di una scelta tecnica basata su una logica di gioco che stento a capire. Il Catanzaro esaltante visto nelle prime due giornate lentamente scompare.

Ci hanno voluto far credere che l’attaccante classico con il fiuto del gol per il modulo di gioco adottato da Moriero – che ha ricordato che “non campo di calcio” – il tanto declamato 4-2-3-1, non è fondamentale. Ma veramente pensate che tutto ciò sia vero? L’attaccante in una categoria come la Legapro fa il 50 per cento della squadra. Basta dare un’occhiata alle altre squadre del girone per rendersene conto o ricordare l’Avellino di Castaldo o il Frosinone di Ciofani o ancora al Benevento di Marotta, alla Salernitana di Calil al Foggia di Iemmello, al Lecce di Moscardelli e per finire chi può dimenticare il Catanzaro di Corona? (che ancora, a 40 anni, segna e fa divertire). Se poi dobbiamo considerare attaccanti di ruolo Fofana e Silva Reis allora alzo e mani. Kamarà è un fenomeno? Ci accorgiamo che non è così e che il marketing a volte non porta i frutti sperati.

Dunque, l’esonero di Moriero non può che giovare alla società e all’ambiente. Ora tocca prendere un buon allenatore e ripartire alla grande. Il tempo c’è. Ma non si può sbagliare. Poi, a gennaio si torna sul mercato e si tenta di fare le giuste operazioni di mercato. Il presidente Cosentino non deve scoraggiarsi. Il calcio è fatto anche di errori, di imprevisti, di circostanze particolari, di convinzioni a volte sbagliate e tutto ciò rientra nel normale processo di maturazione di una società di calcio moderno a cui le vicende quotidiane richiedono performance sempre più competitive, conoscenze molteplici, nuove competenze, cervelli, idee, comunicazione avanzata. Tutto qui. Si deve crescere. La società deve crescere. Una stagione si può anche sbagliare ma la cosa importante è andare a ricercarne le cause. Che di certo non risiedono nel pubblico che ti applaude quando vinci e ti denigra quando perdi o giochi male. Non ci vedo nulla di discontinuo con gli altri stadi. E neppure nel fatto che il Ceravolo è quasi vuoto. Va detto pure che la politica adottata sui biglietti è onestamente esagerata.

È vero. Il pubblico giallorosso è stanco e disilluso ma sono oltre vent’anni che assiste a spettacoli indecorosi. Forse non ha dato grande fiducia a Cosentino e al suo staff ma va accettato così com’è e per il momento i risultati parlano chiaro. Non vedo cosa ci sia di diverso con le altre piazze italiane. Forse la presenza di 4 ubriaconi che in maniera inopportuna e ineducata l’hanno insultata? Può darsi, ma tutto ciò non è determinante ai fini delle nostre risposte. C’è qualcosa che non va.

Il giocattolo si è rotto definitivamente nel derby di coppa Italia con il Cosenza. Ma oserei dire, ancora prima in campionato, al San Vito, dopo una prestazione scialba e priva di carattere della nostra squadra. Un pareggio diplomatico che sapeva di poco, troppo poco per una compagine pronta a volare in serie B! In quell’occasione è venuta fuori una società carente nel suo organico e priva di un occhio attento alla tifoseria e alla su storia calcistica. Fare il presidente di una squadra di calcio non è la stessa cosa che fare L’Ad di una società come la sua, presidente. Chi soffre le pressioni della tifoseria non può stare nel calcio, soprattutto in un calcio così isterico e pieno di aspettative. Fare poi il presidente del glorioso Catanzaro è una sfida certamente stimolante ma è anche una bella patata bollente.

A lei la scelta, presidente. Catanzaro purtroppo è una città decaduta da tempo, amministrata malissimo da una classe politica a dir poco inadeguata, perfino incapace di gestire l’ordinaria amministrazione. E’ robba di tutti i giorni. Una per tutte. Restare imbottigliato da settimane nel traffico per il rifacimento del manto stradale di viale De Filippis è vergognoso e basterebbe questo per chiedere le dimissioni immediate di sindaco e Giunta. E tutti condividono con lei lo sdegno per la lentezza cialtrona e irritante che accompagna i lavori dello stadio Ceravolo. Ne condividiamo amarezza e rabbia. Ma bisogna andare avanti.

Presidente, la piazza aspetta da lei uno scatto d’orgoglio e un rilancio immediato del nostro amato Catanzaro.

A Lecce per vincere senza se, senza ma!


Giornalista. Ho lavorato per diverse testate giornalistiche calabresi, tra cui Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora. Ho collaborato, inoltre, con alcune riviste ricoprendo il ruolo di corrispondente calabrese per Boxering (periodico internazionale di pugilato). Ho coordinato, per circa 3 anni, "Mentalità", la fanzine della Curva Massimo Capraro. Da sempre sensibile alle problematiche sociali e civili, mi sono occupato spesso di temi legati al lavoro, alla politica, al disagio sociale, ai movimenti di rinnovamento della società ma ho scritto anche di sport e spettacolo. Dall’ottobre 2008 sono un freelance. Nel 2009, insieme ad alcuni colleghi, decido di fondare questa testata giornalistica, di cui sono orgogliosamente al timone. Nel 2012, su questo portale, fondo Radio Popolare Catanzaro, un'emittente in streaming davvero interessante, ma avrà vita breve. Oggi più che mai penso che terramara, ribattezzata nel 2016 magazine d'informazione indipendente rappresenti al meglio la mia idea di giornalismo in movimento

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