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Tra Dubstep e DownBeat, ecco i Mount Kimbie

Tra Dubstep e DownBeat, ecco i Mount Kimbie

Quando ad agosto 2010 è uscito il loro primo album “Crooks and lovers” si percepiva che questi due ragazzi (Dominic Maker e Kai Campos) avrebbero fatto parlar di loro. E’ stato così, ed oggi si confermano tra i musicisti (giovanissimi) in rapida ascesa. Il duo inglese, prossimo alla pubblicazione del nuovo album, si racconta a Terramara

La vostra avventura è iniziata nel 2008 a Londra. Qual è stato il percorso?

E’ stato un percorso lungo che ci ha portato fino ad oggi. Abbiamo volato in giro per il mondo, pubblicato un paio di Ep, mangiato tanti cibi differenti, speso molti soldi e ci siamo ritrovati.

Dopo i primi tre anni di lavoro insieme che rapporto avete?

Siamo rimasti gli stessi di sempre e continuiamo a vivere in città differenti. Ci spediamo l’un l’altro i file di progetto via internet e ci sentiamo per telefono una o due volte a settimana. A volte usciamo a festeggiare con i nostri amici in comune ma da quando viaggiamo per i tour abbiamo, chiaramente, speso molto tempo insieme risolvendo anche i problemi incontrati lungo la strada.

Che ruoli avete nella composizione dei brani?

E’ un processo molto individuale, non lavoriamo insieme e come tale non abbiamo ruoli specifici. Lavorando completamente da soli funziona meglio.

Dopo i due Ep (Maybes e Sketch on glass) è uscito il vostro primo album Crooks & lovers che vi ha proiettato molto in alto. Ditemi di più.

Siamo stati travolti dal successo di quest’album. Non eravamo completamente soddisfatti dell’album precedente anche se ha spunti molto interessanti. Non vedevamo l’ora di produrre nuovo materiale e, visto che siamo ancora giovani, abbiamo ancora tempo per capire realmente dove vogliamo arrivare musicalmente.

In questo lavoro proponete un nuovo genere di elettronica tra il dubstep e il downbeat. Da cosa siete spinti?

Non è una scelta consapevole, è solo il tipo di suono che ci piace creare e sentire. Non possiamo scrivere solo per il dance floor o per l’ascolto in cuffia o a casa. Ci siamo sempre trovati in questo crocevia..

Sembra quasi che la vostra musica, con le numerosi voci, si avvicini al pop. Quanto vi influenza?

Il Pop influenza molto il nostro sound. Apprezziamo la buona melodia orecchiabile e spero che questo si percepisca dalle nostre produzioni.

Si! Si percepisce. Per voi è più importante il lavoro in studio o l’esibizione dal vivo?

Ultimamente siamo impegnati negli show dal vivo e non abbiamo molto tempo per produrre nuovi lavori. Ci prende molto tempo lavorare ai brani che suoniamo dal vivo.

So che siete amici dell’altra rivelazione dell’anno, James Blake. Che rapporto avete con lui? Vi capita ancora di suonare insieme nonostante la sua sfavillante ascesa?

Non suoniamo più insieme. Lui è un nostro amico ma non lo vediamo da diverso tempo, sì è molto impegnato ora…

E invece come avete cominciato l’avventura con Scuba e la sua label Hotflush?

Pubblicai su internet un pezzo che avevo fatto e Scuba mi inviò una email dove me ne chiedeva altri. Quando ho iniziato a lavorare con Kai, gli spedimmo molte canzoni e gli piacquero e vollero pubblicarle. Tutto cominciò da li.

Quanto invece vi influenzano città importanti come Londra o Berlino?

Moltissimo! E’ bello camminare fuori la porta e sentire qualcosa di nuovo in tutti i posti in cui andiamo. Amo Berlino per la sua atmosfera e la libertà che c’è. La preferiamo alla soffocante Londra..

Nel vostro viaggiare per i concerti avrete visto miriadi di club e posti in giro per il mondo. Quali vi sono rimasti più impressi e perché?

Quello che ci è rimasto più impresso è il nostro primo show di sempre ad Oslo. Abbiamo suonato in una chiesa che avevano riempito di fumo. C’erano luci che trasparivano fuori dalle finestre di vetro colorate e l’atmosfera era surreale (era il Dausteg festival, nella chiesa di San Jakobskirken, il 10 settembre 2009, dove hanno suonato insieme a James Blake – ndr). E’ stato, visivamente, il più bel posto mai visto! Anche il Berghain (di Berlino) è un altro luogo davvero bello. E’ un posto pazzesco!

Quali sono i dischi o gli artisti a cui vi ispirate?

Tra tutti preferiamo i lavori di James Blake, Wu Lyf, Tame Impala, Klaus, Prince Far I, i Fall, Red Hot Chili Peppers e i Soft Moon.

Parliamo di cinema. Quali registi o film hanno contribuito a formare la vostra visione del mondo?

Sicuramente Sopranos, Diving Bell e Butterfly, Misery e Downfall.

Su cosa state lavorando per i futuro?

Dopo aver viaggiato tanto stiamo scrivendo il nostro secondo album e ci dedichiamo anche agli amici e alle nostre famiglie. Inoltre ora possiamo trasferirci in qualche altro paese dell’Inghilterra o d’Europa.

 Per maggiori info: www.myspace.com/mountkimbie


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