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Rifugiati, stop allo sciopero della fame

Rifugiati, stop allo sciopero della fame

I sindaci di Riace e Acquaformosa, Domenico Lucano e Giovanni Manoccio, e Giovanni Maiolo della Rete dei comuni solidali hanno interrotto il digiuno iniziato da oltre una settimana per protestare contro i ritardi nell’erogazione dei fondi per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati. “Con la nostra protesta abbiamo evitato una rivolta come quella di Rosarno”.

 

“Abbiamo deciso di interrompere lo sciopero della fame ma se la situazione non dovesse trovare una soluzione siamo pronti a riprendere la mobilitazione e questa volta andremo a protestare nei pressi della sede della protezione civile regionale”.

Con queste parole Mimmo Lucano, ha aperto l’assemblea pubblica che si è svolta questa mattina a ‘Borgo Donna Rosa’ di Riace, luogo simbolo della protesta dei sindaci dove il primo cittadino di Riace ha appeso la fascia tricolore ad un chiodo con vicino un manifesto sul quale sono spiegate le motivazioni della protesta.

“Ci troviamo ad affrontare – ha detto Manoccio – una situazione davvero difficile. Comprendiamo tutte le problematiche relative alle procedure ma chiediamo anche che si trovi una soluzione a questo problema”. Particolarmente toccanti sono stati gli interventi di numerosi immigrati che hanno espresso tutto il loro rammarico per la situazione in cui si trovano a vivere.

I sindaci di Riace ed Acquaformosa avevano nei mesi scorsi denunciato la possibilità di ”nuove Rosarno”, convinti che ”senza un adeguato intervento delle istituzioni, il pericolo di rivolte potesse crescere nonostante l’impegno degli amministratori e dei tanti operatori che con dedizione, senza alcun compenso da mesi, continuano ad operare per rispettare il diritto all’accoglienza”.

Le criticità maggiori riguardano i progetti denominati ‘Emergenza Nord-Africa’ che hanno visto i Comuni e le associazioni accogliere i migranti provenienti dai paesi sub sahariani nella passata primavera-estate. ”A distanza di un anno – lamentano – la Protezione civile regionale non ha ottemperato agli impegni assunti per un contrasto amministrativo con la Corte dei conti sezione Calabria, con questo atteggiamento si sta distruggendo il sistema ‘Asilo’ ed il sistema di ‘Accoglienza’ della Calabria”.

Più volte su Terramara ci siamo occupati del ruolo decisivo che comuni come Riace, Acquaformosa ma anche Badolato, Caulonia e Stignano, hanno svolto nel costruire un’immagine nuova, accogliente e solidale della nostra Regione. Comuni che hanno compreso che essere solidali, oltre a determinare una crescita culturale e sociale per un territorio, può creare un valore economico in luoghi altrimenti destinati allo spopolamento. E’ proprio sulla base dell’esperienza maturata in questi luoghi, che la Regione Calabria si è dotata di una legge regionale per promuovere l’accoglienza e l’inserimento dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Unica legge nel suo genere in Italia è stata definita dall’Alto Commissariato per i Rifugiati  “un modello da seguire nel Paese e un riferimento per una legge nazionale”, che ancora manca.

Insomma una lezione di umanità e di convivenza possibile, messa a dura prova da scelte e atteggiamenti quantomeno discutibili.


Giornalista Pubblicista. Dottore magistrale in Comunicazione Multimediale all'Università degli studi di Perugia. Ha lavorato per due televisioni calabresi, 7Gold Calabria e Telespazio Calabria e per il quotidiano "Il Domani della Calabria". Da Aprile 2010 collabora con il blog journal Terramara.it

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