close
Corteo antifascista sfila in città

Corteo antifascista sfila in città

CATANZARO. Si è svolta nella massima tranquillità la manifestazione indetta per questa mattina da una larga coalizione di sigle, in piazza contro ogni forma di violenza e di discriminazione. L'iniziativa è stata assunta in riposta alla duplice aggressione fascista ai danni del collettivo Riscossa nella quale un giovane compagno è stato accoltellato.

Si è concluso poche ore fa il corteo antifascista organizzato, nel cuore del capoluogo di regione, da una larga coalizione che va dalla sinistra radicale fino a quella moderata e progressista. Saranno stati all’incirca trecento i manifestanti, compresi quelli giunti da Cosenza e da altre città limitrofe. Non si sono registrati momenti di tensione annunciati alla vigilia di una giornata in cui a scendere in piazza non era solo quest’area politica, ma anche l’altra, quella dell’estrema destra catanzarese che, una volta saputo del corteo antifascista, si era affrettata a richiedere, presso la questura, l’autorizzazione (poi accordata) per un corteo parallelo, di stampo fascista. Le premesse avrebbero fatto pensare ad una giornata carica di tensione e di insidie ma poi è andato tutto bene.

Ad evitare il pericolo incidenti, da una parte, l’azione preventiva delle forze dell’ordine che ha predisposto sul territorio un cospicuo spiegamento di mezzi e uomini,  sorvegliando il centro storico perfino dal cielo, con un elicottero. Dall’altro, perchè il corteo antifascista si è svolto in maniera composta, senza dare adito ad alcuna provocazione. E poi, perchè il corteo opposto a quello antifascista, è stato ridimensionato in un semplice presidio mattutino, sciolto in breve tempo. Su Corso Mazzini, hanno sfilato, dunque, giovani, studenti, militanti di partito, pezzi di sindacato, centri sociali, semplici antifasciti, democratici, progessisti, cattolici e tutti coloro i quali credono in una società della convivenza civile e pacifica, nell’integrazione, nell’accoglienza, nella solidarietà ma soprattutto accomunati dal ripudio verso quasiasi forma di fascismo e di discriminazione, di xenofobia e razzismo.

Va ricordato che la manifestazione antifascista a Catanzaro è maturata dopo l’escalation di violenze scaturite con la duplice aggressione avvenuta una ventina di giorni fa, presso la sede del collettivo Riscossa, che ha prodotto un accoltellato e diversi contusi di ambo le parti. Nei giorni seguenti, tuttavia, l’atmosfera non si è assolutamente placata, tant’è che l’ospedale Pugliese dove sono stati ricoverati due militanti di opposti schieramenti è stato teatro di altre tensioni e di un’altra aggressione avvenuta fuori dal nosocomio ai danni di un’altro giovane del collettivo Riscossa che si era recato nella struttura per trovare l’amico ferito. Insomma, un clima incandescente che poteva sfociare in una tragedia se ad uno dei due giovani feriti in seguito agli scontri fosse andata male. Fortunatamente, l’accoltellato è stato ritenuto guaribile in trenta giorni, mentre il militante fascista rimasto ferito al gomito e poi operato, è stato salvato per miracolo dopo l’asportazione della milza ed una serie di interventi resisi necessari a causa di un’emorragia interna che stava per causare danni irreparabili. Insomma, un clima per nulla buono che ci ha riportato indietro nel tempo di almeno tre decenni.

Sul piano giudiziario, invece, le indagini proseguono ad ampio raggio ma gli inquirenti fino ad ora sono riusciti a fare poco. Sul tavolo del Pm, dopo alcune perquisizioni e diversi interrogatori, sono approdate una decina di denunce, frutto di un’indagine per nulla favorita dalla collaborazione di testimoni ma dagli esiti sinceramente scarsi. Secondo alcune indiscrezioni, le denunce sarebbero paradossalmente sbilanciate verso i militanti di sinistra a cui viene contestato il reato di rissa, di favoreggiamento e per uno soltanto pesa anche il reato di possesso d’arma bianca, per il ritrovamento di una vecchia falce, all’interno della sede del collettivo Riscossa.  Ad alcuni militanti di estema destra viene contestato, invece, oltre al reato di rissa, anche quello di tentato omicidio. Sarà il Pm a decidere quali richieste inoltrare al Giudice per indagini preliminari che dovrà decidere se convalidarle, e in che termini.

Per il momento, la situazione resta tesa in città ma sullo sfondo di questa vicenda di cronaca ritroviamo la storia della città e quell’antico dissapore tra giovani di opposti schieramenti politici, per anni uniti dalla Curva, dall’amore infinito per la squadra di calcio, dalle trasferte, dal gruppo, dall’appartenenza ai colori sociali, ora disuniti in tutto, perfino dalle nuove generazioni. E’ la storia incompresa e sotterranea di una città profondamente borghese e conservatrice che rifiuta di riflettere su quanto accade per strada e che si risveglia di colpo, quasi scandalizzata, impreparata, da avvenimenti che invece rappresentano un’ampia veduta del territorio. E’ la storia di una generazione di ultras divisa dalla fede politica ma quasi sempre pacificata dai gradini della Capraro.

Uno strana convivenza che fece parlare di se, in Italia, per la sua incredibile e per certi aspetti inspiegabile concretizzazione. Ora che tutto questo non c’è più, le generazioni sono cambiate e le facce sono altre, emergono le differenze, i contrasi,  e tutti quegli sforzi profusi, soprattutto da sinistra, per mitigare, fuori e dentro la Curva, i contrasti politici, in nome del valore dell’amicizia, del rispetto tra militanti dello stesso gruppo ultras, dello stesso quartiere, dello stesso marciapiede rischiano di rivelarsi una vera bolla di sapone. Sembra di essere ritornati al passato. Quel miracolo è finito. Ma questa è un’altra storia, lunga ed articolata, di cui presto terramara si occuperà a fondo sulle proprie colonne.


Giornalista. Ho lavorato per diverse testate giornalistiche calabresi, tra cui Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora. Ho collaborato, inoltre, con alcune riviste ricoprendo il ruolo di corrispondente calabrese per Boxering (periodico internazionale di pugilato). Ho coordinato, per circa 3 anni, "Mentalità", la fanzine della Curva Massimo Capraro. Da sempre sensibile alle problematiche sociali e civili, mi sono occupato spesso di temi legati al lavoro, alla politica, al disagio sociale, ai movimenti di rinnovamento della società ma ho scritto anche di sport e spettacolo. Dall’ottobre 2008 sono un freelance. Nel 2009, insieme ad alcuni colleghi, decido di fondare questa testata giornalistica, di cui sono orgogliosamente al timone. Nel 2012, su questo portale, fondo Radio Popolare Catanzaro, un'emittente in streaming davvero interessante, ma avrà vita breve. Oggi più che mai penso che terramara, ribattezzata nel 2016 magazine d'informazione indipendente rappresenti al meglio la mia idea di giornalismo in movimento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *