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wim wenders e i turchi di badolato

wim wenders e i turchi di badolato

Il regista tedesco ha voluto dare testimonianza alla morte di Badolato e alla sua rinascita attraverso l’ospitalità dei suoi abitanti. Ha fatto ciò con un cortometraggio dal titolo “Il volo”, girato in 3d con il contributo economico della Regione Calabria. La pellicola sarà ultimata in questi giorni.

Immaginate di essere bimbi, che per uno strano scherzo del destino non hanno nessuno con cui giocare a pallone, competere, litigare e trascorrere la stagione dell’infanzia. Ed ora provate a concepire, con ulteriore sforzo immaginativo, un paese somigliante ad un set cinematografico dismesso, con case diroccate e fatiscenti arrampicate su ripide salite colme di intonaci cadenti. Se un uomo può avvertire solitudine in una condizione del genere, un bimbo addirittura se ne ammala. Non è un incubo, né un‘iperbole della fantasia, ma ciò che accadde a Badolato tra gli anni 80 e i 90, quando i flussi migratori dagli inediti picchi statistici determinarono un massiccio spopolamento. Il paese andò oltre la bancarotta, e rischiò di chiudere per sempre, lasciandosi dietro polvere e ricordi. Tutto ciò sarebbe senz’altro accaduto se la storia che ho appena illustrata non avesse fatto breccia nel cuore di un uomo intelligente. Quel qualcuno di cui parlo è un “gigante” del cinema a livello globale. Il suo nome è Wim Wenders – per i profani, l’autore di “Il cielo sopra Berlino” e “Paris Texas”, pilastri del Cinema e patrimonio culturale per le generazioni a venire. Il regista tedesco ha voluto dare testimonianza alla morte di Badolato e alla sua rinascita attraverso l’ospitalità dei suoi abitanti. Ha fatto ciò con un cortometraggio dal titolo “Il volo”, girato in 3d con il contributo economico della Regione Calabria. Wim Wenders è appena tornato a Badolato, dove si tratterrà fino al 20 dicembre, per ultimare le riprese della pellicola. Nel corto, le sorti del bambino che non trova compagni di gioco, cambieranno radicalmente con l’arrivo, a bordo di un barcone, di tanti giovani africani. Quegli immigrati -che oggi tanto fanno paura- sconvolgeranno il menage del piccolo paese, dividendo la popolazione sull’opportunità di dare accoglienza agli stranieri. Sarà proprio il bambino con l’aiuto del sindaco a far si che la storia evolva positivamente. Il cortometraggio narra le vicende dei profughi curdi realmente approdati a Badolato nel 1997 a bordo della carretta del mare “Ararat” e più in generale di tutti i rifugiati politici ed i richiedenti asilo che negli anni hanno raggiunto le coste Italiane. La storia rievocata è più che mai attuale. Basti pensare che qualche giorno fa un gruppo di 41 immigrati, tra cui due donne, e’ stato rintracciato dai carabinieri della Compagnia di Soverato. Gli immigrati, 26 dei quali sono di nazionalita’ afgana e 15 turchi di etnia curda, sarebbero sbarcati da un’imbarcazione approdata sulla costa Jonica. La Calabria, come ha ricordato il Presidente Loiero, è stata la prima Regione italiana a dotarsi di una legge per promuovere l’accoglienza e l’inserimento dei rifugiati sul territorio, coniugandolo allo sviluppo socio-economico delle comunità locali. In molti paesi della Calabria, infatti, i rifugiati sono diventati una vera risorsa economica. Molti di loro sono da tempo impegnati in attività artigianali e produzioni locali, rivitalizzando l’economia di borghi, altrimenti destinati allo spopolamento.


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