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Spettacolo immondo: una nausea fortissima

Spettacolo immondo: una nausea fortissima

Ci si chiede se e quando si uscirà dalla crisi, che vede aumentare il numero dei disoccupati, soprattutto di giovani. Con la nostra classe politica e dirigente, attenta alla conservazione e all’aumento dei propri beni, con un popolo in gran parte rassegnato, poco disponibile a lottare, a rischiare, a mettersi in discussione.

in piazza contro la crisi

Giovane manifestante in piazza contro la crisi

Non è una nausea metaforica quella provata da parecchio tempo. E’ una nausea reale che i nostri politici, in particolare quelli della cosiddetta destra, e  la nostra classe dirigente quotidianamente ci fanno venire. Gli episodi sono numerosissimi. Si va dalla riforma elettorale, che da un anno è in dirittura d’arrivo, alla riduzione del numero dei parlamentari, dei loro emolumenti, alla riforma fiscale, preannunciata da spettacolari operazioni, assolutamente insufficienti a combattere un fenomeno che anno dopo anno aumenta.

Si va dalla lotta alla corruzione, che continua a gravare sulla collettività per sessanta miliardi di euro all’anno alla lotta agli sprechi, una voragine che assorbe imponenti risorse, alla lotta ai privilegi, che un’intoccabile casta di politici, di amministratori pubblici e privati, di sottogoverno e di connessi “amici” difende a spada tratta nell’indifferenza  di un popolo rassegnato a subire quotidiani soprusi. In tanta indifferenza la gran parte degli italiani, operai, impiegati, pensionati, a diversi livelli, da 400/500 euro a 1300/1400 euro mensili, da sola  ha pagato, continua a pagare e, quasi certamente, pagherà, con un graduale e inesorabile impoverimento,  l’altissimo prezzo della crisi, che è internazionale, ma anche, e direi soprattutto, italiana. Ci si chiede se e quando si uscirà dalla crisi, che vede aumentare il numero dei disoccupati, soprattutto di giovani. Con la nostra classe politica e dirigente, attenta alla conservazione e all’aumento dei propri beni,

con un popolo in gran parte rassegnato, poco disponibile a lottare, a rischiare, a mettersi in discussione, a mettere in discussione uomini e istituzioni incapaci e corrotti, “sazio” della propria condizione, incapace di leggere e di interpretare la realtà circostante,  sarà cosa difficilissima.


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