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Servizio mensa: “Un diritto di tutti i bambini”

Servizio mensa: “Un diritto di tutti i bambini”

CATANZARO. E’ incredibile chiedere ai cittadini, già super tassati, di accollarsi un’ulteriore spesa; e chi ha una famiglia numerosa o appartiene ad una fascia di reddito bassa? il disagio più grande ricadrebbe sui nostri figli e tutto ciò è inaccettabile soprattutto se parliamo di scuola pubblica. Lettera aperta di una mamma stanca delle ingiustizie

Stanca di dover essere sempre remissiva e di abbassare la testa di fronte alle ingiustizie, soprattutto ora che ad averne la peggio sono i nostri FIGLI, chiedo a tutti i genitori che hanno iscritto i propri bambini, presso l’istituto comprensivo Patari-Rodari  (dalla scuola dell’infanzia alla V classe) nella sezione a tempo prolungato, di far sentire la propria voce.

Intanto è allucinante sentir dire che il Comune non ha soldi per garantire il servizio mensa… ma come??? Se riescono a trovare fondi per il rifacimento di piazza Matteotti, per creare le cancellate nell’area antistante allo stadio Ceravolo, per organizzare festicciole e bivacchi, perchè per i bambini che, non dimentichiamolo, sono il futuro della società, paradossalmente i soldi non ci sono?

E’ incredibile ed immorale chiedere ancora a noi cittadini, già super tassati, di accollarci in pieno un’ulteriore spesa; e chi per esempio ha duem tre i quattro figli a scuola che fa? Accende un mutuo!?! O chi appartiene ad una fascia di reddito bassa che fa? Cambia scuola!?! Così facendo l’unico disagio lo avrebbe il bambino, che dovrebbe fare i conti con nuovi compagni, nuove maestre… sarebbe destabilizzante. Ma poi perché? Nel momento in cui un genitore si trova a dover iscrivere un figlio a scuola ovviamente si informa sui servizi che quest’ultima offre, valuta i pro ed i contro ed infine decide… non può svanire tutto come una bolla di sapone da giugno a settembre. 

Non è giusto! E’ un nostro diritto …stiamo parlando di SCUOLA DELL’OBBLIGO e, per di più, di scuola pubblica! 

Pertanto, ritengo opportuno discutere con i genitori per decidere il da farsi e meglio ancora raccogliere un numero consistente di firme  per poi farle pervenire al sindaco ed all’assessore alla pubblica Istruzione, allertare la stampa ed i mass-media in generale e, se non fosse sufficiente,  presentarsi in massa nella sede del Consiglio comunale.

Certa di non essere l’unica a perorare questa giustissima causa chiedo a tutti di essere uniti e compatti per il bene dei nostri figli.

Elisabetta Celia


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