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Regionali: vince l’astensionismo!

Regionali: vince l’astensionismo!

Il dato generale più interessante che emerge in questa tornata elettorale amministrativa è proprio la disaffezione al voto degli italiani. Si è recato alle urne il 65 per cento degli aventi diritto, rispetto al 72 delle passate elezioni. Mentre, in Calabria, si attesta al 7 per cento, confermando una preoccupazione già nell'aria da parecchi giorni

Non c’è più alcun dubbio: il dato più rilevante di questa tornata elettorale amministrativa è l’astensionismo. E’ inutile negarlo. Questa politica ha stufato. No fa sognare, non riserva alcun cambiamento reale. E’ il decadimento. A poche ore dai risultati nazionali e regionali, di sicuro c’è solo questo, che il popolo italiano crede sempre di meno nella classe politica. Che dire? Era nell’aria. Circa l’otto per cento in meno rispetto alle passate elezioni non è poco. In Calabria, il 57 per cento, cioè quasi il 7 per cento in meno rispetto al 2005. Chi vincerà? Loiero, Scopelliti o addirittura Callipo? Tra poche ore sapremo ma ciò che colpisce maggiormente è la disaffezione al voto. E come meravigliarsi! Il popolo ci crede sempre di meno. La città di Roma fa registrare il 13 per cento in meno dei votanti. La regione Lazio, il 10 per cento. E’ un dato veramente significativo. In queste prime ore, dunque, si discute di questo. E’ un dato che ha disorientato un po’ tutti. C’è chi parla di disaffezione al voto, chi ritiene che i partiti non hanno impostato una campagna elettorale sui problemi reali piuttosto che sullo scontro politico. Si susseguono le analisi, e già le prime proiezioni vengono diffuse dalle trasmissioni radiofoniche e televisive. A Napoli, il prefetto ha denunciato il pericolo di condizionamenti di tipo camorristico nei pressi dei seggi e quindi di possibili brogli elettorali. Per questo motivo, sono stati impiegati numerosi uomini delle forze dell’ordine ed effettuati alcuni arresti. Tornando all’astensionismo, comunque, il dato italiano conferma un fenomeno europeo che segue il preoccupante risultato francese dove ha votato un cittadino su due, e quello tedesco, meno dirompente ma evidente. L’idea che prende maggiormente corpo è  che gli italiani sono nauseati del dibattito politico ancora una volta adottato dai leader di partito. Un clima avvelenato da scontri istituzionali, divisioni esasperate, attacchi reciproci, urla. Insomma, l’Italia che tutti conosciamo. Tra poche ore avremo i risultati ma ciò che emerge è senza dubbio la disaffezione al voto.


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