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Regionali: riflessioni di un vecchio democratico

Regionali: riflessioni di un vecchio democratico

Dubbi e perplessità di un militante della sinistra moderata, un tempo legato al Pci, successivamente, come la gran parte dei comunisti di quella generazione, passato su posizioni meno oltranziste. A pochi giorni dal voto, si chiede quale candidato sia più opportuno sostenere, in Calabria, per contrastare le destre, ma soprattutto per frenare l'avanzata del cavaliere

Ho molto riflettuto sulle ultime di casa nostra. E mi sono convinto che siamo di fronte ad una situazione veramente grave, forse è necessario rivedere le mie posizioni sulle prossime elezioni. Ero decisamente orientato a non seguire  in questa tornata elettorale le scelte del partito (i Ds, per intenderci). Mi sembrava che soprattutto in Calabria necessitasse aria nuova.  Ma poi due fatti mi hanno indotto ad una ulteriore riflessione. Innanzi tutto, il bavaglio messo all’informazione.

Le trasmissioni più seguite di dibattito politico sono state azzerate. Dice Gramellini, è come se in occasione dei mondiali di calcio si abolisse la domenica sportiva. Le tribune politiche che andranno in onda, se andranno in onda perché a tutt’oggi non c’è niente, non le segue nessuno. E’ una cosa studiata ed attuata. Pensano di essere in vantaggio sull’avversario per cui non hanno interesse ad un maggiore dibattito.

In più, il controllo delle reti televisive pubbliche e private farà il resto (eccezionale la vignetta di Giannelli che si allega al pezzo). E poi, c’è questa questione delle liste elettorali. Dice bene Napolitano quando parla di due diritti:Il primo è il diritto al voto ed il secondo il rispetto delle regole. Io sarei per far prevalere il diritto al voto, anche se non posso dimenticare che in altre circostanze, quando le irregolarità erano state commesse da partiti non così potenti, il rispetto delle regole è prevalso.

Sarei per il diritto al voto in astratto anche perché, nella raccolta delle firme, le irregolarità sono di casa. Io stesso ho firmato per una lista pro Callipo senza che fosse presente l’autenticatore né tanto meno fosse definita la lista dei candidati. Ma la cosa grave è l’arroganza di quest’uomo, il cavaliere intendo, nel colloquio avuto con Napolitano al Quirinale. Da quanto si è letto sulla stampa sono volate parole grosse ed i toni sono stati molto accesi se lo stesso Napolitano ha parlato di incontro teso.

Non entro nel merito della questione della firma. Lasciamo l’esame della cosa ai costituzionalisti. La cosa grave e che il cavaliere si permette di usare toni aspri e minacciosi in un colloquio a quei livelli con la massima carica dello Stato.

Arroganza senza limiti. E’ sua convinzione che la legittimazione popolare gli consenta di fare ciò che vuole e di porsi al di sopra della legge. Atteggiamento tipico delle dittature striscianti. Se questa è la situazione, e questi ultimi fatti mi hanno imposto un’ulteriore riflessione, il problema di fondo è che bisogna fare di tutto per impedire che quest’uomo aumenti il suo potere.

Una grande legittimazione popolare lo porterebbe a porsi ancora di più al di sopra della legge ed ad essere ancora di più arrogante.

Poi, i risultati elettorali li leggerà a proprio uso e consumo. Per intenderci, se prenderà governatori anche con scarti minimi valorizzerà il fatto che, da undici a due, si è passati a otto, a sette. Vincerà lui anche se lo scarto di voti sarà minimo. Se perderà sui governatori valorizzerà altre cose.

Ed allora  la riflessione che ho fatto e che bisogna far di tutto per ridimensionare la sua affermazione che comunque ci sarà.

Ero fortemente orientato a votare Callipo. Avevo scritto di questa mia intenzione anche al partito regionale. Ritenevo e ritengo che Callipo dovesse essere il candidato del Pd. Abbiamo visto come sono andate le cose. Loiero non ha mollato ed ha risposto negativamente alle sollecitazioni di Bersani a fare un passo indietro. Ha preteso le primarie che ha vinto ma senza sfondare. Il suo atteggiamento non è stato dei più lineari e condivisibili. Ma a questo punto cosa fare.

Callipo a detta di tutti, sondaggisti compresi, non ce la può fare. Rischia addirittura di non entrare in Consiglio regionale. Mi vado convincendo che è utile puntare su un candidato che può vincere, e questo è Loiero.

Confrontandomi poi con un mio vecchio amico che è addentro alle cose della Regione, mi diceva che le cose non buone che si dicono su Loiero sono luoghi comuni.

Non è vero che questa Giunta ha fatto tutto male. Ci sono cose che non ha fatto ma tante altre che ha fatto. La Regione Calabria è una brutta bestia. Non facile da governare con una serie di potentati occulti che trovano protezione in una burocrazia regionale che è il peggio che possa esistere. Chiunque vada alla guida della Regione non avrà vita facile. Loiero, mi diceva, si è mosso abbastanza bene contrastando e diminuendo il peso della burocrazia.

E tra le tante cose che ha fatto, e di cui non si parla, enumerava le più importanti, come la stazione unica appaltante che, dice lui, è un duro colpo ai potentati ed alle clientele ed alla cui guida è stato chiamato Boemi (noto magistrato anti-ndrangheta), la cittadella regionale, ha evitato il commissariamento della sanità, ha stabilizzato 3mila o 5mila precari. Ho poi incontrato al congresso della Cgil, Piero Mascaro, responsabile provinciale di Rifondazione Comunista. Il suo giudizio su Loiero era articolato. Mi veniva da pensare che tutti i sinistro radicali, da Rifondazione e vendoliani, quelli per intenderci che hanno la puzza sotto il naso, appoggiano Loiero. Mi chiedo, per sete di potere o perché il giudizio sull’operato della Giunta non è stato poi così negativo? E Mimmo Cersosimo, frequentatore di amicizie eversive (Franco Piperno, Mario Alcaro) vice presidente della Giunta, anch’esso con una sua lista, “slega la Calabria”, in appoggio a Loiero. Mi chiedo è anch’esso assetato di potere, lui, docente universitario di un certo prestigio?

Questi i dubbi e queste, le riflessioni dell’ultima ora.

Continuo a ritenere che se si fosse puntato su Callipo sarebbe stata una ventata di novità di cui la Calabria ha tanto bisogno.

Ma, per come si son messe le cose, forse è bene puntare su Loiero

 


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