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Regionali: la crisi del premier e il voto disgiunto

Regionali: la crisi del premier e il voto disgiunto

Quanto sta accadendo, in Italia, ha del paradossale. Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar sull'esclusione delle liste elettorali del Pdl, nel Lazio. Berlusconi grida al complotto. La Rai ribadisce lo stop ai talk show televisivi. In Calabria Loiero riscuote consensi dopo le polemiche all'interno del centrodestra. Il voto si fa indecifrabile

Il Consiglio di Stato ha confermato in pieno le decisioni del Tar e così nel Lazio la  lista del Pdl viene definitivamente esclusa dalla competizione elettorale ed in Lombardia viene riammesso il listino di Formigoni. Quindi nessun complotto.

Il rispetto delle regole  è stato salvaguardato e ci sentiamo protetti dalla Magistratura. Questo non è giustizialismo  ma solo la conferma che siamo ancora in uno stato di diritto. Berlusconi la finisca quindi di gridare e lamentarsi perché ormai non è più credibile neanche per i suoi, fino ad oggi, irriducibili fan. Ed anzi, la scelta di bloccare i talk show di Santoro e Floris non gli ha giovato affatto risolvendosi in un autogol sia in termini di ascolto che in termini di consensi. Di più. Gli ha fatto incassare una ulteriore indagine a suo carico per concussione e minacce e, se anche per problemi di competenza territoriale dovesse in qualche modo farla franca (ma il ministro Alfano e i suoi ispettori sono già sotto il mirino del  Csm),  è comunque già condannato dalla pubblica opinione, perché le telefonate per bloccare le trasmissioni scomode lui le ha fatte davvero.

Il premier però non demorde ed ancora una volta, a dimostrazione che il disco è rotto davvero, grida “scandalizzato”al “grottesco” e all’ennesimo “complotto” ordito da giornalisti e magistrati. Cosa ancora più indegna l’avallo a maggioranza del Cda della Rai, e contro la posizione del  suo presidente, alla  non sospensione della censura ai suoi talk show, per cui la parola passa ora  alla Commissione parlamentare di vigilanza. “Salviamo il salvabile e tenete duro” avrà gridato il presidente del Consiglio ai “suoi” del Cda Rai “perché se lasciamo parlare quei faziosi ve ne andate tutti a casa! Pare di sentirlo: se Sansone muore morite tutti voi! Ed ecco che Bossi dichiara di non volerlo abbandonare  (il che in soldoni vuol dire ammettere che ce ne sarebbe ben donde, ma ci sono le regionali…. ed è quindi meglio aspettare ancora un pò). 

Ma insomma basta! Anche nella base  pidiellina Berlusconi appare sempre più come un personaggio improponibile e Fini, prendendo le distanze, si è già  organizzato con un suo soggetto politico (generazione Italia) per il dopo Berlusconi che nascerà i primi di aprile e che si ispira proprio a colui che, guarda caso, mira a prendere il posto di Sarkozy. Il premier per salvare la faccia ha sempre tentato con grande fantasia di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai suoi scandali giudiziari (leggi la statuetta del duomo di Milano sul muso ed il suo show dalla macchina col viso coperto di sangue) ma all’allarme bomba sul suo aereo, peraltro subito smentito, non gli ha creduto più nessuno e Belpietro non ha più argomenti da mettere in campo per difendere i danni ormai quotidiani del premier.

Intanto, dall’Europa soffia un vento diverso, i francesi scelgono l’astensione come protesta contro la politica di Sarkozy che viene superato dai socialisti. Ed anche in Italia la popolazione, stanca, schifata ed in crisi nera, potrebbe riservare delle brutte sorprese al  premier che peraltro è riuscito ad arricchirsi di nove milioni di euro proprio nel periodo in cui ha chiesto agli italiani di stringere la cinghia, e  sta perdendo sempre più consensi, nonostante le scarse alternative offerte dal centrosinistra. Trani potrebbe quindi essere la goccia fatale per un vaso che è oramai troppo pieno. E le regionali potrebbero  consentire al centrosinistra di sorpassare il Pdl nella conquista delle regioni.

Tra queste probabilmente la Calabria che vede Loiero aumentare i consensi di giorno in giorno, favorito oltre che dalla congiuntura nazionale (crescente disaffezione nei confronti del premier) dallo scontro in atto all’interno di An, tra il candidato presidente Scopelliti e Michele Traversa (accusato di inciucio con Loiero), e dallo scontro mediatico, tra il presidente della provincia Wanda Ferro ed il candidato dell’Idv, Pippo Callipo, (accusato di avere un passato nomade che lo ha visto, ieri con il Pd poi con An, ed oggi con Idv). Si prevede pertanto che in tale confusione il voto disgiunto andrà per la maggiore.


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