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Regionali: La Calabria passa al centrodestra

Regionali: La Calabria passa al centrodestra

Fin dalle prime proiezioni di ieri si era capito che Giuseppe Scopelliti avrebbe stracciato ai punti Agazio Loiero. Lo spoglio in diretta non dava possiblità di confronto, e la Calabria entrava così a far parte delle regioni passate alla coalizione di governo, rinforzando così il Cavaliere. Per la prima volta diventa presidente della Giunta regionale un uomo politico di Reggio Calabria

E alla fine non c’è stata storia: Giuseppe Scopelliti ha strapazzato Agazio Loiero facendone un solo boccone e restituendo ai suoi elettori le ceneri di un uomo politico che forse ha fatto il suo tempo. Ecco il risultato finale di una competizione elettorale tra le più aspre degli ultimi anni che ha visto contrapposti due candidati veramente distanti l’uno dall’altro, non foss’altro per la differenza d’eta che li separa.

Il primo, giovane e rampante reggino, più volte consigliere regionale e attuale sindaco di Reggio Calabria a cui va la guida del governo regionale, ha soli 43 anni. Il secondo, navigato condottiero di scuola democristiana, di Santa Severina, con una grande esperienza politica alle spalle che lo ha visto, in passato, deputato, senatore, ministro, ne ha 70 e da palazzo Alemanni esce a testa bassa.

Questo è un primo importante dato su cui bisogna riflettere e che senza dubbio è pesato sull’esito del risultato finale. Il secondo elemento, sicuramente più politico del primo ma forse più scontato è che il presidente uscente, pare essere stato accusato, nell’arco della sua lunga e travagliata legislatura, di essere una sorta di monarca, esercitando, in sostanza, in modo dispotico e probabilmente poco aperto il proprio potere di presidente.

E questa sua colpa l’avrebbe pagata a caro prezzo proprio in questa seconda corsa alla presidenza della Giunta, registrando un calo di consensi che risuona proprio come punizione inflitta non solo dall’elettorato ma proprio dai suoi stessi uomini che lo hanno affiancato in questi anni e che evidentemente alla fine lo hanno abbandonato. Dall’altra parte, invece, l’uomo forte della destra ha sfruttato tutto il suo potere mediatico e dirompente per mettere ko il suo debilitato avversario e lo ha fatto cavalcando un’onda favorevole che lo ha trascinato verso una vittoria schiacciante che neppure il più ottimista dei suoi avrebbe mai immaginato.

Dunque, cambiano gli assetti. Per la prima volta, diventa presidente della Giunta regionale un uomo di Reggio Calabria, erede di una storia che vide contrapposte, in una dura e sanguinosa lotta per il capoluogo di regione, la città dello Stretto e la città di Catanzaro, alla fine della quale, uscì vincitrice la seconda, mentre, a Reggio Calabria, fu deciso di collocare la sede del Consiglio regionale.

Cambiano i consiglieri e quindi le politiche. Il capoluogo di regione, in realtà, ora sarà meno rappresentato, il baricentro del potere con buona probabilità si sposterà verso sud, dove, in effetti, esiste una città viva, dinamica,  maritma, in senso pieno del termine, ma indubbiamente con moltissimi problemi che continuano a segnare il corso dell’intera regione.

I calabresi, dunque, cambiano volto, in linea con un trend nazionale che vede il partito delle libertà e la Lega in grande ascesa rispetto a qualche anno fa ed una sinistra che non sa più ritrovare se stessa, sgretolata sotto i colpi di un governo nazionale sempre più compatto. Al capoluogo di regione, invece, di “sinistra” resta solo un Consiglio comunale stanco e sfilacciato da una politica lenta e sempre meno uniforme che attende solo di portare a termine il suo mandato per affidare agli elettori il diritto di confermarla o di mandarla a casa.

Da ieri sera, dunque, la Calabria, cambia il corso della propria storia.


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