close
Qualche domanda a Luigi de Magistris

Qualche domanda a Luigi de Magistris

L'ex Pm ha presentato il suo libro "Giustizia e Potere", spiegando i rapporti che intercorrono tra la giustizia e i poteri. De Magistris ha parlato dei processi attraverso cui essa dovrebbe realizzarsi, e ha promosso la figura di Pippo Callipo, candidato alla Presidenza della Regione Calabria per Idv.

Ieri sera, Luigi de Magistris, ex Pm e attuale europarlamentare di Italia dei Valori, ha presentato il suo libro “Giustizia e Potere”, a Catanzaro, città da cui ha inaugurato inchieste divenute celebri. Il libro spiega i processi attraverso cui la giustizia si realizza e cioè, lo scontro con il potere e con i poteri. De Magistris, nel suo libro, chiarisce che la giustizia è un qualcosa di universale, espressione del diritto naturale, e che proprio per tale ragione il conflitto con i poteri è inevitabile. Sono i poteri – dice – che spesso sfruttano illegittimamente il diritto per raggiungere una finta giustizia. Gli è stato chiesto, tra l’altro, se la giustizia abbia bisogno del potere per potersi realizzare. L’ex Pm, lapidario, ha detto che giustizia e potere non possono coincidere, in quanto la giustizia per realizzarsi si mette contro i poteri. I poteri tutto realizzano fuorché le forme di giustizia. De Magistris ha inoltre parlato della contingenza politica italiana e di come è stata gestita la Calabria negli ultimi anni. Terminata la presentazione l’ex Pm è stato sottoposto al “fuoco di fila”  degli intervistatori, con domande di vario genere. Di interrogativi ne ho e ne avevo tanti, ma ho preferito turarmi la bocca e ascoltare le risposte. In mente mia provavo ad elaborare una domanda, che fosse originale e capace di accendere il dibattito, ma i passaggi dei suoi discorsi richiedono grande concentrazione, tanto che ho desistito. Dall’analisi della figura del de Magistris-politico emergono alcuni aspetti che non mi convincono. E lo dico col massimo rispetto. Sarà forse quell’aura da paladino delle genti deboli, al di sopra degli umani vizi, lontano dalle debolezze e capace di cambiare le cose con la semplice onestà. Sarà che quelli della mia generazione hanno vissuto già l’epoca dei picconatori, constatandone gli esiti. Sarà che durante quel periodo, in breve, la giustizia degradò in giustizialismo e le cose non cambiarono, per nulla, anzi, peggiorarono. È per questo che oggi molti italiani nutrono una certa diffidenza verso gli autoreferenziati artefici del cambiamento. Persa in camminamenti randagi, la mia mente cercava di elaborare una maledetta domanda, che tardava a perfezionarsi. Nel frattempo, pensavo “sono tutti buoni propositi, questi, ma c’è qualcosa che non va”. Nulla da fare, la costruzione del quesito per l’ex Pm non mi veniva e più cercavo di stimolare la mente, più mi deconcentravo. Lo sguardo del moderatore che, di tanto in tanto, mi invitava ad intervenire, mi confondeva ancora di più. Il dibattito stava per concludersi, e quando è stato chiesto se vi fossero ulteriori domande, io ho avuto un attimo di esitazione, ma era troppo tardi: il nostro stava già dispensando autografi sulle copie del suo libro. Il dato tragicomico della vicenda è che, alla fine, quella stupida domanda è emersa chiara dai recessi dell’intelletto. Non è giunta da sola. Me ne sono venute diverse. Ma purtroppo non gliele farò mai. Preferisco postarle su queste colonne, cosicché, chi ci segue possa averne contezza.

Considerato che la Calabria è tra le Regioni più povere d’Europa, che la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi col clientelismo elettorale, potrebbe dirci de Magistris come tratterebbe le sicure istanze di lavoro provenienti dall’elettorato?

Se egli dice che i poteri tutto realizzano fuorché le forme di giustizia, perché mai ha deciso di abbandonare la Magistratura, scegliendo addirittura la politica?

Non sarebbe stato meglio candidarsi alle regionali in Calabria, per svolgere più efficacemente la sua azione riformatrice?

 

 


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *