close
Primarie, tra costate di maiale, cicoli e salsicce!

Primarie, tra costate di maiale, cicoli e salsicce!

Elezioni per la scelta del candidato del Pd alla Presidenza della Giunta regionale della Calabria blindate, nonostante concorrano anche Bova e Censore, indette solo per legittimare Loiero candidato, ed impedire quel colpo di mano dei vertici nazionali. Ecco l'analisi politica.

E’ tra costate di maiale, cicoli e salsiccie serviti in quest’ultima settimana sulle tavole di ospiti eccellenti con commensali  altrettanto eccellenti,  (intorno a Loiero tutti quelli che da destra a sinistra rappresentano la politica che conta), che si arriva al giorno di San Valentino  e delle primarie del Pd. Data quanto mai simbolica di un ritrovato accordo nel gotha piddino calabrese a favore della ricandidatura del governatore uscente. Primarie blindate, quindi, nonostante concorrano anche Bova e Censore, indette solo per legittimare Loiero candidato, ed impedire quel  colpo di mano dei vertici nazionali di presentare un candidato proprio con la complicità del segretario regionale Carlo Guccione. Eppure, come sembravano tutti uniti al momento della presentazione della mozione Bersani e della elezione di Guccione a segretario regionale!! Cosa è successo poi è ormai risaputo. Loiero ha fatto saltare tutti gli accordi con Udc e Idv pur di non rinunciare alla poltrona di governatore e Bova e Adamo, che all’inizio remavano contro Loiero, quando hanno visto che avrebbero rischiato la stessa sorte per la non concessione del terzo mandato (manovra peraltro caldeggiata da De Magistris, Idv) hanno fatto quadrato intorno a Loiero. Preferendo,  anziché lasciare il partito e creare liste proprie, dichiarare guerra a Bersani e D’Alema invocando come da statuto l’indizione delle primarie. Così che la scelta su Loiero,  democraticamente assunta dalla base del Pd, avrebbe zittito i vertici nazionali che pressavano piuttosto per accontentare l’Idv in cambio dell’appoggio  al candidato del Pd De Luca in Campania. Di Pietro ha poi mantenuto la parola pagando un prezzo altissimo (l’incoerenza con la sua da sempre sbandierata immagine di moralizzatore della politica), Il Pd invece no! A meno che Bersani non stia pensando addirittura di cedere il simbolo del Pd, come da giorni si vocifera nella base piddina, alla candidatura del calabrese Callipo. Sembrerebbe una bufala, anche se…. mai dire mai. Anche perché la base piddina, incazzata con tutti per la fallimentare operazione condotta in Calabria,  non spiega come i vertici nazionali potrebbero mettere in atto un tale raid e passarne poi indenni. Oddio, cedere la Calabria e i suoi invisi politicanti  per solidificare i rapporti con l’Idv, futuro ed indispensabile alleato per la lotta a Berlusconi, varrebbe bene il sacrificio di qualche pezzo del partito, tanto più che si pensa che la partita in Calabria sia già vinta da Scopelliti del Pdl. Non conoscono tuttavia le risorse di Loiero che, come un mago, da anni tira fuori dal cilindro voti e consensi (trasversali) riuscendo a cadere sempre in piedi qualsiasi sia la barricata del momento. Ma staremo a vedere. La politica è bella perché è varia. Certo è che, comunque andrà a finire, la Calabria sarà sempre quella regione considerata solo terra di scambio ed arena di lancio per politici blindati che, una volta a Roma o al potere, della Calabria se ne sono sempre infischiati. Non ultimo lo stesso Marco Minniti che per la Calabria, e per Catanzaro in special modo, non si è poi speso più di tanto fatto salvo qualche bel discorso nei comizi elettorali e la promozione delle vedove in politica.


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *