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Pressione fiscale, l’opposizione apra gli occhi!

Pressione fiscale, l’opposizione apra gli occhi!

“In due anni – ha spiegato Pieluigi Bersani – c’è stata una disattenzione totale sui problemi del lavoro: ci siamo persi nei processi brevi, medi e lunghi, ma in sede economico-sociale si è fatto poco o nulla”. In Italia continua a montare la crisi: la disoccupazione ragiunge livelli record, il territorio viene giù a pezzi, e i problemi restano in giacenza

“Non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani, non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”, è il ritornello che  sentiamo spesso dal presidente del Consiglio Berlusconi e  da altri ministri del suo governo.

L’affermazione non ha alcun fondamento. Non occorre essere esperti di economia e di tasse per capire che la pressione fiscale, in Italia, è aumentata, che pensioni e stipendi hanno perduto parte del loro potere di acquisto.

E’ sufficiente conoscere, per il 2010, l’aumento mensile delle pensioni della maggioranza degli italiani, circa un euro, due/tre centesimi, al giorno. Non è certamente  la pensione del fortunato commissario siciliano, che percepisce  un assegno di pensione di mille300 euro al giorno.

Numerosi sono stati e sono i documenti, anche di fonte governativa, attestanti l’aumento della pressione fiscale.

“La pressione fiscale, in Italia, nel 2009, si attesta al 43 per cento, in leggero aumento dal 42,8 per cento rilevato, nel 2008”.

Secondo i calcoli della Cgil, “la pressione fiscale sul lavoro continua ad essere superiore a quella generale. La pressione fiscale generale, infatti, era, nel 2008, pari al 42,8 per cento, mentre, nel 2009, è salita al 43,3. La pressione fiscale, sul lavoro, che già, nel 2008, era al 44 per cento, nel 2009 è salita al 44,4”.

Un rappresentante dell’opposizione ha dichiarato che “Tremonti ha preso le abitudini berlusconiane di falsificare le opinioni altrui”. A proposito di tasse, “sarà meglio che si ricordi di aver portato lui il Paese al record della pressione fiscale. Anche l’opposizione – era ora – sembra rendersi conto della situazione. Con il governo Berlusconi – ha sottolineato il noto esponente democratico – la pressione fiscale ha raggiunto un livello record. Gli italiani, nel 2010, bruceranno sei mesi di stipendio, rimettendolo nelle mani dell’amministrazione tributaria”.

Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in una intervista al Tg5, dello scorso 24 marzo 2010. “In due anni – ha spiegato il leader dei Democratici – c’è stata una disattenzione totale sui problemi del lavoro: ci siamo persi nei processi brevi, medi e lunghi, ma in sede economico-sociale si è fatto poco o nulla”.

Finalmente, i partiti di opposizione hanno capito su quali campi si debba condurre la battaglia contro l’attuale governo senza lasciarsi irretire da strumentali provocazioni su aspetti di vita privata dei politici, che assolutamente non riguardano gli italiani. Occorre, poi, che l’opposizione avanzi proposte concrete e serie, sui temi del lavoro, della disoccupazione, della salvaguardia del territorio e di tanti altri problemi che affliggono, irrisolti, l’Italia. Sottolineo proposte concrete.

I proclami li sentiamo ogni giorno, ne abbiamo piene la tasche!


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