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Phonemedia, si attende l’esito del Tribunale

Phonemedia, si attende l’esito del Tribunale

Questa mattina, a palazzo De Nobili, centinaia di lavoratori in fila per la firma della procura che dà il via alla procedura d'insolvenza avviata nei confronti del gruppo Raf-Phonemedia. Il Tribunale fallimentare di Roma dovrà pronuciarsi in merito alla vicenda che coinvolge migliaia di lavoratori in Italia, di cui circa 2mila, in Calabria

Catanzaro. Sembrava scoppiare, questa mattina, palazzo De Nobili. Centinaia di lavoratori in fila, in attesa di firmare il documento che dà il via alla procedura d’insolvenza avviata nei confronti del gruppo Raf-Phonemedia (il gruppo aziendale operante nei servizi di supporto alle più importanti aziende nello sviluppo e la gestione dell’intero processo di relazione tra società e clienti). Come già anticipato, giorni fa, la società non paga i suoi dipendenti (circa 2mila in Calabria) dallo scorso mese di settembre e si avvia lentamente verso il fallimento. Tant’è che, lo stabilimento di Catanzaro dove, fino poco meno di un mese fa, era attivo un grosso Call-center, è inoperoso. Non funziona più da quando i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia in segno di protesta, per le mancate mensilità arretrate e l’assenza di prospettive future. Una protesta che è approdata nelle piazze e nelle strade, nei mesi scorsi, ma che, da una ventina di giorni, ha una sua base simbolica, proprio nel palazzo dei cittadini, dove i lavoratori si sono riuniti in assemblea permanente. Stamattina, dunque, in vista dell’udienza del 23 dicembre, presso il Tribunale di Roma, nel corso della quale i giudici dovranno pronunciarsi riguardo all’ipotesi di fallimento del gruppo Raf-Phonemedia, dopo quello già avviato di Agile, un’altra società facente capo al gruppo Omega (proprietario dell’intero pacchetto azionario), i lavoratori calabresi firmavano la procura. Accanto a loro, i circa 10mila lavoratori distribuiti nel resto del Paese facevano la stessa cosa. Dunque, quella che si avvia ad essere una delle più grosse vertenze del nuovo millennio rivela già scenari drammatici. Famiglie senza lavoro, migliaia di giovani privi di prospettive, mutui per l’acquisto della prima casa congelati, e su tutto, un’emergenza sociale che rischia di esplodere da un momento all’altro, soprattutto al sud, dove il lavoro è già una chimera lontana.

Sugli aspetti prettamente tecnici, ce ne parla, Daniele Carchidi, segretario della Cgil-Slc. “Il 23 – ha affermato il giovane sindacalista – non sarà sicuramente la data risolutiva della vicenda ma ci auguriamo almeno che si possano velocizzare i tempi. L’ipotesi migliore – spiega – sarebbe quella di un’amministrazione controllata dell’intero gruppo azionario che possa così quanto meno garantirci l’unitarietà di percorso. Mercoledì prossimo, dunque, in concomitanza con l’udienza romana – ha concluso Carchidi – abbiamo organizzato una grande assemblea pubblica, in questo palazzo, per parlare di futuro e prospettive lavorative, in attesa di novità dal Tribunale Fallimentare della capitale”.      


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