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Phonemedia, i lavoratori bloccano la città

Phonemedia, i lavoratori bloccano la città

Circa duecento ex dipendenti della società che ha la sede, in via Magna Grecia, improvvisano un corteo nel centro storico del capoluogo di regione. Prima si diriggono a palazzo Alemanni (sede della presidenza della Giunta regionale) ma non c'è nessuno, poi proseguono sulla rotatoria e infine marciano sul viadotto Bisantis.

Ore 9. Circa duecento lavoratori call-center della società Phonemedia (facente parte del gruppo Omega operante in Italia e in Calabria) si danno appuntamento in piazza Matteotti. Il sit-in è autorizzato, il corteo no, ma si fa lo stesso. La giornata è fredda, il cielo azzurro di gennaio rinfranca una mattinata carica di tensione.

Sono mesi che gli oltre 2mila lavoratori calabresi non percepiscono più un centesimo di stipendio e la situazione si fa sempre più incandescente. Mutui sospesi, affitti in bilico, futuro grigio. Dai primi di dicembre la sede catanzarese di viale Magna Grecia non è più operativa perché i vertici della società hanno deciso di sospendere l’attività. Mentre, un nutrito gruppo di dipendenti ha deciso di occuparla a tempo indeterminato, notte e giorno. “L’attenzione non deve calare sulla vicenda – ribadiscono – devono essere smascherati i responsabili di questo disastro che lascia sul lastrico migliaia di famiglie e affossa centinai di giovani”. Lo hanno ricordato a gran voce, sabato scorso, al Centro polifunzionale di via Fontana vecchia, in occasione di una serata di solidarietà e di autofinanziamento. Musica e tarantelle, reggae e libera sottoscrizione all’entrata. Comunicati, volantini, bar autorganizzato. E ora lo vogliono urlare ancora una volta per strada.

Non si arrendono. Ci sono molte donne.

Ore 10 e trenta, si parte. Il corteo è compatto, corto e rumoroso. Gli slogan contro la Giunta Loiero sono continui. Le forze dell’ordine sono presenti ma si limitano a seguire lo svolgersi della manifestazione. Non c’è aria di scontro. Intorno alle 11 il corteo arriva nei pressi della Banca d’Italia, pieno centro storico. Improvvisamente vira a sinistra e punta dritto a palazzo Alemanni, la sede ufficiale della Giunta regionale. Davanti al portone, un piccolo cordone di poliziotti. Ma tanto non c’è nessuno. Il presidente è a Roma e gli altri membri dell’Esecutivo non si vedono. La Digos non sa cosa fare, cerca di capire le intenzioni dei manifestanti. Dopo circa un’ora di presidio e di comizio al megafono arriva la decisione improvvisa: blocco stradale. Tutti sulla rotatoria e poi sul viadotto Bisantis. Non è proprio l’ora di punta ma la città soffre già naturalmente a causa della circolazione e quindi basta veramente poco per mandarla in tilt. E così è. Quando il corteo giunge sulla rotatoria inizia il caos. Auto ferme, la galleria è invasa di persone. Qualche fumogeno e slogan continui. La presenza dei manifestanti si fa sentire eccome. Verso le 14, i manifestanti ritornano a piazza Matteotti. I lavoratori fanno rientro a casa senza un risultato concreto ma con la consapevolezza di aver rivendicato giustizia.


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