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“Nui non da volimu bbena!”

“Nui non da volimu bbena!”

STALETTI' (Cz) – L'antico detto riassume alla perfezione la vicenda del Blu, un autentico angolo di paradiso, posto sotto sequestro per alcune irregolarità. L'accorata lettera di Antonio Battaglia, operatore turistico della fascia jonica, esprime sdegno, incredulità ma sopratutto un'atavica distanza tra la pubblica amministrazione e i cittadini

CI SONO RIUSCITI!

Ce l’hanno fatta! Dopo cinque anni di tentativi vani, gli sforzi sono stati premiati! Bravi! Nella Calabria degli 800 chilometri di coste, nella California d’Europa, dopo oltre 40 anni si sono accorti che a Capo San Martino del comune di Stalettì, in un posto situato praticamente nel mare, chiamato IL BLU, si è occupato abusivamente spazio demaniale! E non solo! Pare che le manutenzioni per il consueto annuale rifacimento dei danni dovuti alle mareggiate invernali le facesse una forza sopranaturale, una mano divina che, con l’avvento della bella stagione, provvedeva a rimettere tutto a posto!!!! Attenzione: stiamo parlando di riposizionamento delle pietre dei muretti e di livellamento delle irregolarità sulle superfici di calpestio, credo si dica così, e non di piscine come detto da qualcuno!

Quest’anno la musica è cambiata (o meglio è spenta!) Finalmente c’è stato l’interessamento di addetti ai lavori capaci, gente che sa di cosa si parla e che ha messo mano a questa colossale irregolarità, restituendo il posto più incantevole della costa jonica calabrese ai suoi giusti fruitori: topi, vandali e tossicodipendenti!
Ma chi, come e perchè si è permesso in questi anni, in questa situazione di completa illegalità a concedere autorizzazioni, collaudi, condoni in sanatoria, concessioni, certificati antincendi, licenze, non è dato a sapere! O, forse, non è dato da sapere?!
Questa è la triste realtà! Antico detto, che non sbaglia mai, dice: “nui non da volimu bbena!”

Nella terra degli ecomostri abbattuti in comode  rate, del mar jonio in cui si scarica di tutto e di più, dei depuratori che non depurano niente, nella Calabria dove le mattine d’estate per andare a lavorare nel capoluogo si sta per ore in fila sulla 106 e la notte ci si indigna perché sulla stessa strada si vive la stessa situazione della mattina, in una terra che puzza di fame, della più alta disoccupazione giovanile e non d’Italia, in questa meravigliosa babele, oops chiedo scusa, Magna Grecia, la soluzione a decenni di risposte non date è quella di agire con precisione chirurgica e senza possibilità di rimedio alcuno, depauperando la costa di un attrattore poliedrico, senza considerare le conseguenze in termini di ricaduta occupazionale, di indotto economico e di danno imprenditoriale che assumono un valore assoluto ancor maggiore nella depressione economica della nostra terra. Poco importa che decine di persone perdono anche quel lavoro stagionale che gli avrebbe garantito un minimo di capacità economica, anzi meglio: se ne diminuisce la loro libertà!, e ancor meno interessa che il processo involutivo della capacità attrattiva dei flussi turistici della nostra zona assume toni preoccupanti e visibili ad occhio nudo! Malgrado ciò i signori della politica che dopo la scorsa stagione estiva sono stati capaci di sbandierare dati da far impallidire la Riviera Maya si stanno ripreparando a propinarci nuovamente risultati strabilianti sulla stagione in corso, come se ognuno di noi non sia in grado di percepire il calo verticale delle presenze turistiche!

Non si vogliono assolutamente costituire alibi o nascondere eventuali irregolarità dietro la barriera degli effetti causati dalla chiusura di una attività come il BLU; ma siamo proprio sicuri che non si sarebbe potuto trovare una soluzione che evitasse danni e nello stesso tempo ripristinasse il regolare andamento delle cose nel rispetto della legalità? Siamo sicuri che si sia considerata la ristrettezza dei tempi in cui gli operatori sono costretti a reimpiantare e a rimettere in regola annualmente le proprie attività stagionali, specie dopo un inverno lungo ed inclemente come quello appena trascorso? Possibile che la regola del “buon senso” non trovi applicazione solo da queste parti? Nel frattempo la scure dei “tagli lineari” si sta abbattendo su tutta la costa jonica! Benissimo!!

Tornano in mente le parole di un importante esponente della Confindustria  locale che qualche tempo addietro, dalle colonne della stampa nazionale sottolineava, con toni fortissimi, le difficoltà d’interlocuzione tra gli  operatori e la pubblica amministrazione. Gli scenari non sono cambiati, forse sono peggiorati! Il rapporto tra il cittadino e il pubblico va sempre più deteriorandosi: da una parte c’è  l’obbligo al rispetto dell’inestricabile giungla normativa, dall’altra si ha a che fare con soggetti assolutamente incapaci di facilitare tale rispetto coadiuvando l’imprenditore alla comprensione e alla soluzione delle problematiche indicandone percorsi praticabili e condivisibili dalle parti; ci si trova ad interloquire con attori assolutamente incapaci e reticenti a compiere alcuno sforzo per espletare il proprio ruolo di servizio della comunità e del bene pubblico, che spesso hanno predilezione e attenzione per l’interesse particolare del singolo, meglio ancora se potente!

E il rapporto tra cittadino ed amministrazione quanto è di pari dignità? Quanto sono uguali le norme sui pubblici spettacoli se questi sono organizzati da soggetti privati o da amministrazioni locali? E quando mai i livelli di attenzione per il rispetto delle regole, per i disagi creati alla collettività sono gli stessi nei due casi?

Ma tutto questo non ha importanza: le logiche sono altre! Quest’estate a Capo San Martino si dovrebbero dormire sonni tranquilli; i villeggianti non dovranno scomodarsi per disturbare chi può zittire una parte importante della movida estiva catanzarese. A nessuno interessa se gli scarichi dei loro servizi igienici non sono attaccati alla rete fognaria comunale o che gli stessi personaggi imperversavano nelle notti mondane del BLU di tanti anni fa, trasgredendo fino a travalicare le soglie della volgarità, della educazione e della legalità! Ma questa, sia pure nota a tutti, è storia passata! La loro reputazione e il loro decoro oggi non sono in discussione! Che la Calabria regredisca giornalmente non è problema loro e tanto meno della classe politica e dirigente di questa terra, con le sparute eccezioni del caso!

Scrivo queste cose perché ho provato fino a qualche anno fa sulla mia pelle cosa significhi gestire il Blu; oggi da consulente di chi, da lontano, ha voluto continuare a scommettere sulla possibilità di fare impresa e cose belle nella nostra terra, mi rimprovero per non esser stato capace di dissuaderli da questa malsana idea!!!
      
Antonio Battaglia

(dottore commercialista)


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