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Non è tangentopoli, è peggio…!

Non è tangentopoli, è peggio…!

Viviamo, rassegnati e disposti a subire ogni genere di angherie, in un’Italia dei furbi, che hanno vita facile, nella quale pensionati, impiegati e operai sostengono il maggior peso fiscale, i condoni sono una costante, in una nazione dove malaffare e corruzione sono ben presenti e, soprattutto, pagano.

E’ ormai quotidiana la denuncia di episodi di malcostume e nella politica e nella società.
Ci si affanna, soprattutto da parte dei partiti di governo, a minimizzare la gravità degli episodi e della situazione, a sottolineare che siamo lontanissimi da tangentopoli, è solo una forma di “microcriminalità”, limitata a pochi e isolati casi.
In verità non è tangentopoli, è peggio…
Anche se la presunzione di innocenza è d’obbligo, anche se “non bisogna dimenticare che una cosa sono i sospetti, un’altra cosa la verità”, le frequenti e numerose denunce del malaffare prefigurano una mentalità e un comportamento, abbastanza diffusi, di illegalità diffusa, di arricchimenti illeciti. I “furbetti di quartiere”  ormai sono presenti, oltre che nel mondo della politica, anche – rappresenta l’elemento più preoccupante – nella società civile. 
Ci si dimentica presto, e con disinvoltura, della denuncia del procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario dello scorso 17  febbraio. E’ sufficiente rileggerne qualche passo.
“Il ministero dell’Interno, i Comandi generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza nel solo periodo, gennaio-novembre 2009, hanno denunciato rispettivamente 79+50+92=221 reati di corruzione contro la P.A.; 92+79+48=219 reati di concussione; cui vanno aggiunti 745+757+212=1714 reati di abuso d’ufficio, +229% di denunce per corruzione”.
La corruzione è una “patologia” che “resta tuttora grave” e che, anzi, nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all’anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione. Rispetto a queste condotte illecite individuali, le pubbliche amministrazioni troppo spesso non attivano i necessari anticorpi interni.
“Se le pervicaci resistenze che questa patologia sembra opporre a qualsiasi intervento volto ad assicurare la trasparenza e l’integrità nelle amministrazioni possono dirsi essere una sorta di “ombra” o di “nebbia” che sovrasta e avvolge il tessuto più vitale operoso del Paese, non si può fare a meno di notare – sottolinea il presidente – che l’oscuramento resta tuttora grave, non accenna neppure a dissolversi o a flettere nella sua intensità ispessita”.
Quella denunciata è solo la parte  emergente del fenomeno, che, presumibilmente e verosimilmente, è  più diffuso.
Ci sono anche altre forme di illegalità e di malaffare. 
Ogni anno in Italia circa 300 miliardi di euro di imponibile vengono sottratti all’erario, lavoro nero e sommerso sono molto diffusi, il rispetto delle regole è soltanto un’aspirazione, si comincia fin da piccoli con buttare carte, cartacce, con l’imbrattare muri e tutto quanto si possa lordare, col distruggere quanto appartiene allo stato.
Mancano completamente i controlli che ogni Stato dovrebbe assicurare alla propria  comunità. I trent’anni di Madoff o gli ergastoli per i responsabili dell’Enron – ha osservato Ernesto Galli Della Loggia – da noi  sono impensabili.
Viviamo, rassegnati ormai e disposti a subire ogni genere di angherie, in un’Italia dei furbi, che hanno vita facile e tranquilla, nella quale pensionati, impiegati e operai sostengono il  maggior peso fiscale, nella quale i condoni sono una costante, se ne preannunciano già altri, in una nazione nella quale essere malaffare e corruzione sono ben presenti e, soprattutto, pagano.
E’ grave, purtroppo, che non si intravede un’inversione di marcia. Almeno in tempi brevi.
 


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