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L’arte contemporanea di Delia

L’arte contemporanea di Delia

La giovane artista figurativa dopo aver partecipato alla mostra collettiva Contaminazioni, a Cosenza, giunta alla sua terza edizione: "Ritengo si proponga autenticamente offrendo uno stimolo alla riflessione sul tema: “il movimento”, passibile di molteplici interpretazioni per artisti e spettatori".

Delia Dattilo, artista originaria di Cosenza, classe 1981, si diploma al Liceo classico per poi proseguire gli studi al Dams (indirizzo musicale). Attualmente è laureanda specialistica in Antropologia della musica presso il Dipartimento di Studi Greci, Latini e Musicali Aglaia, dell’Università di Palermo. Recensisce pubblicazioni di carattere musicologico.

In ambito artistico ha raccolto in questi anni partecipazioni a mostre collettive di notevole interesse, fra le quali nel 2010: URBAN CREATURES Rassegna Nazionale di Arti Visive, (Rossano, Palazzo S. Bernardino – Venezia, Spazio Mondadori).

Nel 2009 prende parte della mostra collettiva SGUARDI MULTIPLI Rassegna Nazionale di Arti Visive (Rossano, Palazzo S. Bernardino, Ferrara, Castello Estense).

Nel 2008 è presente al Premio GalArte, XI Edizione, a cura del Club della Grafica e della Vg Arte, (Sala Consiliare Montalto Uffugo (CS) e ottiene una Personale presso la Sede dell’Associazione (Rende, CS). Nello stesso anno viene invitata alla collettiva Transformation… prendete ad esempio un pazzo, 4° Incontro artisti contemporanei, (Pisa); partecipa alle collettive: A proposito di Eva, Istituto “Aldo Moro”, (Guardavalle, CZ), a cura del critico d’arte Francesca Londino, Laboratorio Arte dal Vivo, (Cosenza),  Sguardi Multipli installazione nel Chiostro di San Bernardino (Rossano, CS) e al Chiostro della Chiesa Madre, (S. Demetrio Corone) ottenendo la targa al merito.

Nel 2007 espone con la New Artemisia Gallery, presso la Fiera d’Arte Contemporanea a Bergamo e partecipa alla IV Biennale d’Arte Contemporanea, S. Demetrio Corone (CS), con premio al merito, viene inoltre presentata sulla rivista bimestrale digitale FratturaScomposta.

Nel 2006 ottiene la medaglia di segnalazione III Trofeo G.M. Moroni (Bergamo).

Il 2005 la vede protagonista con la mostra personale, presso la Casa delle Culture e la Biblioteca Civica di Cosenza e con la partecipazione al Festival Euromediterraneo – (Altomonte,Cosenza), Simposio artistico, Ràska- Belgrado (Serbia & Montenegro).

L’anno prima ottiene una personale a Palermo allo Stand Florio e partecipa alla Collettiva Arte al castello presso il Castello di Alcamo (Palermo).

Oggi Delia, ci racconta la sua arte offrendoci un ulteriore panoramica sul territorio, che ci permette ancora di penetrare all’interno di quella politica artistica che sta diventando un elemento sempre più frequente nella nostra quotidianità.

 

Hai da poco partecipato alla Mostra collettiva d’arte contemporanea CONTAMINAZIONI nella Galleria Provinciale di Santa Chiara (Cs), arrivata oggi alla sua terza edizione. Parlaci di questa rassegna e di come si pone secondo te nel territorio calabrese. “La rassegna si è svolta in uno dei luoghi più rilevanti della città, deputato alla presentazione di iniziative artistiche prestigiose dove hanno trovato spazio gli artisti più operativi nel panorama artistico locale. Tuttavia, ciò non implicava una volontà conservatrice da parte della Provincia cosentina, al contrario sono stati presentati dei lavori importanti, segno che, in realtà, l’arte contemporanea e gli artisti in prima persona si proiettino consapevolmente nello scenario artistico in piena autonomia espressiva e senza  dimenticare il confronto con le altre realtà internazionali. È stata un’opportunità, questa, non soltanto per gli artisti, ma soprattutto per il pubblico, per riconoscere nella propria terra un filo conduttore che nelle differenti estrinsecazioni formali vuole riappropriarsi del contatto con il fruitore; per cui, da artista partecipante, ritengo che questa rassegna, giunta al suo terzo appuntamento, si proponga autenticamente offrendo alla collettività tutta uno stimolo alla riflessione, nella fattispecie sul tema proposto: “il movimento”, passibile di molteplici interpretazioni tanto dagli artisti quanto dagli spettatori”.

Quale è stata la risposta del territorio? “Il giorno dell’inaugurazione è accorsa moltissima gente. Durante i giorni di apertura sono accorse numerose persone, molto curiose. Personalmente è andata benissimo. La mostra in tutti i casi è stata un successo per tutti ed è riuscita ad avvicinare artisti che altrimenti non avrebbero avuto modo di vedersi e conoscersi, pur abitando nella stessa città. Forte e positivo è stato il confronto tra gli artisti adulti ed i giovani, in alcuni casi è nata una vera e propria sinergia. Complessivamente è avvenuto uno scambio dialettico tra i diversi modi di concepire la creazione formale”.

E rispetto a questo territorio dove credi o dove ti sembra di aver visto le maggiori potenzialità per lo sviluppo di una politica artistica concreta oggi? “Credo che la regione Calabria debba compiere ancora numerosi passi verso il raggiungimento della piena consapevolezza delle realtà artistiche. Parlo sia da artista figurativa che da studiosa di musica quando dico che purtroppo non esistono ancora delle istituzioni, svincolate dalla res pubblica, che si prendano cura delle produzioni autonome, tenendole in considerazione allo stesso modo con cui vengono reputate valide quelle prettamente accademiche. Questo, a parer mio, perché è ancora pressoché inesistente (nonché grandemente resa analfabeta dall’istituzione scolastica) una coscienza collettiva nei confronti dei concepimenti artistici che possa svilupparsi e cooperare con essi e con i suoi autori”.

In qualità di artista che opera una ricerca e percorre una strada senza dubbio articolata, quanto pensi verrai compresa nell’ambito di un ambiente dove ancora manca l’educazione all’arte contemporanea? “La comprensione che può scaturire nella fruizione delle mie opere certamente dipende in misura maggiore dal grado di frequenza che si ha con l’arte contemporanea e con l’artista in quanto essere umano. Io credo che l’arte debba porre chi la osserva nella condizione di sentirsi soddisfatto esteticamente, ma anche di suscitare questioni ed interrogativi che possono essere (sebbene mai fino in fondo) chiariti attraverso una ricerca personale o la curiosità. L’artista non può permettersi, oggi, di esimersi dal compito di illustrare il proprio operato, laddove ritiene ce ne sia l’urgenza, a chi, anche timidamente interessato, si rivolga a lui con una serie di interrogativi, perfino di natura prettamente formale. Le arti, negli ultimi 150 anni, hanno subito un mutamento repentino della forma, e la difficoltà più grande oggi, per lo spettatore (che sia ascoltatore di musica, frequentatore di musei e gallerie, lettore o appassionato di arte teatrale e cinematografica) è proprio quella di riuscire ad interpellare la forma per ottenere un soddisfacimento di natura intellettiva. Questo è il divario che credo debba essere ancora colmato nella regione in cui vivo. Senza l’avvicinamento del pubblico al rinnovamento delle forme non è possibile pensare di rendere l’arte passibile di un vero giudizio da parte della collettività”.

Dove e come ti vedi fra qualche anno? “Mi auguro sempre di avere la possibilità di viaggiare molto ed al contempo di irrobustire le radici che mi tengono legata qui, nella mia terra d’origine. Vorrei che ci fossero i presupposti adatti affinché un’artista come me e come tanti altri non sia costretto a guardare oltre ma che possa scegliere di far crescere il proprio territorio. Tuttavia ciò dovrebbe teoricamente significare una risposta da parte del territorio e delle istituzioni tale da consentire questa crescita, nella misura in cui l’operatore culturale stesso non si senta trascurato. C’è ancora moltissima strada da percorrere, ripeto. Ma non si può non essere propositivi, l’arte non può davvero permetterselo”.


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