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La tragedia di Cosimo e la fuga dei giovani

La tragedia di Cosimo e la fuga dei giovani

Un uomo di 38 anni si getta dal treno sul quale viaggia. Probabilmente, all'origine di questo gesto disperato la perdita del posto di lavoro che lo aveva visto impegnato fino all'anno passato in una società di call-center. Sullo sfondo, il dramma di una generazione destinata all'esilio per mancanza di prospettive

“Un uomo di 38 anni, Cosimo Damiano Nardelli, di Ostuni, laureato in economia e commercio, si è gettato dal treno sul quale viaggiava, nonostante il disperato tentativo di un passeggero di trattenerlo per la cintola dei pantaloni. Si trovava sul treno espresso – 925 Bolzano-Lecce – nelle vicinanze della stazione di Ostuni. L’uomo è morto poco dopo il ricovero in ospedale, a causa delle gravi ferite riportate.
Negli ultimi giorni l’uomo era stato ospite di alcuni parenti, a Milano, non si sa se per fare ulteriori tentativi di trovare occupazione. Alla base del tragico gesto ci potrebbe essere il problema della disoccupazione, dal momento che la vittima, secondo le prime notizie riferite dalla polizia, pare avesse perso da alcuni mesi il posto di lavoro. L’uomo, infatti, stava rientrando da Milano dove in passato aveva un’occupazione. Occupato sino allo scorso anno, in una società di call-center, come tanti suoi coetanei era alla ricerca di un lavoro stabile inseguito a suon di domande e concorsi”.
E’ una tragica, molto tragica  notizia, che, purtroppo, si sente e si legge frequentemente, manifestazione di uno stato di disperazione di giovani e meno giovani che non riescono a trovare lavoro.
Si è in presenza di giovani, spesso  laureati o diplomati, che non esitano a lasciare il proprio Paese alla ricerca di un qualsiasi lavoro dopo aver inutilmente e invano tentato concorsi pubblici e privati.
Sono notizie sconvolgenti, che sicuramente non arrivano alle orecchie della  nostra classe politica e dirigente della nostra Italia, tutta protesa a distrarre l’attenzione del pubblico dai gravissimi problemi sociali ed economici  e completamente intenta a salvaguardare i propri privilegi, i propri interessi e  la propria posizione.
Assistiamo in tal modo a quotidiane scaramucce su case vendute o date in affitto a politici e/o a propri parenti, ad attacchi a magistrati e a giustizia, che non interessano assolutamente la totalità dei cittadini onesti che, nè hanno avuto, nè hanno, né avranno problemi con la magistratura, penale in particolar modo.
I concreti problemi, che stanno  portando inesorabilmente l’Italia al declino non vengono affrontati: lavoro ai giovani, scuola e sistema istruzione, sanità, equo carico fiscale, lotta all’evasione fiscale, servizi sociali degni una civile nazione, accettabili infrastrutture sono solo sogni sui quali il politico di turno fa balenare agli occhi dei cittadini italiani che ancora credono nelle favole e nei prestigiatori, nei manipolatori di cifre e di progetti.
L’attuale governo, nel frattempo, ci fa intravedere miracolose realizzazioni, manca del più elementare pudore, i discorsi si ripetono da decenni: l’autostrada Salerno-Reggio Calabria sarà ultimata entro il 2013, l’Italia ha superato la fase acuta della crisi, il debito pubblico scenderà entro…, la disoccupazione calerà entro…, la riforma fiscale è imminente…, la riforma del sistema istruzione ai vari livelli è cosa fatta, il dissesto idrogeologico sarà sanato entro…
Recentissima è la notizia dell’imminente attuazione del federalismo fiscale, se ne disconosce , però, il costo, che graverà, come sempre, sugli onesti cittadini. 
Nel frattempo, ogni pioggia insistente si trasforma in un disastro con, purtroppo,  innocenti vittime, moltissimi giovani non vedono alcuna alternativa alla disoccupazione, la sanità di alcune regioni, pur con lodevoli eccezioni, è allo sfascio, la scuola italiana, bocciata,  è irrimediabilmente agli ultimi posti nelle statistiche internazionali, la giustizia langue, la criminalità organizzata, nonostante alcuni positivi risultati, “trionfa”.
Le probabili, prossime elezioni costeranno al contribuente italiano una consistente cifra, la situazione sarà, prevedibilmente, la stessa.
Continueranno a parlarci di “escort”, di case cedute a basso prezzo, continueremo ad assistere ad un’evasione che aumenta, anno dopo anno, continueranno a pagare tasse i soli salariati e pensionati, la scuola, pur con poche eccezioni, continuerà a diseducare e a distribuire pezzi di carta senza valore. L’industria non riuscirà a reperire, pur con tantissima disoccupazione, giovani preparati.
Quando  raggiungeremo il fondo?


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