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La dignità è donna!

La dignità è donna!

CATANZARO. "Se non ora quando?", "Vogliamo un uomo non un ciarlatano". Questi, alcuni degli slogan maggiormente diffusi, nelle 200 piazze italiane, per difendere la propria dignità contro un sistema politico che ha finora premiato i lecchini, i furbetti, i disonesti ed i ricattatori e, oops! dimenticavo, le … escort. Quella folla, per un attimo, mi ha ricordato la piazza Tahrir dei primi giorni…

“Se non ora quando”. Iniziò così il countdown per il presidente Berlusconi

“La dignità è donna/ vogliamo un uomo e non un ciarlatano”; “Le infermiere sono serie professioniste/ con un misero stipendio ma una grande dignità”; “Basta con le storie di letto/ le donne vogliono rispetto”; La Storia con la S maiuscola/ non è fatta di papi con la pi minuscola”.

Questi, alcuni degli slogan che, ieri sera, trionfavano in Piazza Prefettura per la manifestazione, “Se non ora quando?”.

Una partecipazione sentita, quasi insperata dopo anni di oblio. Tante donne e uomini finalmente scendevano di nuovo in strada per difendere la propria dignità contro un sistema politico che ha finora premiato i lecchini, i furbetti, i disonesti ed i ricattatori e, oops! dimenticavo le … escort. Tra loro anche i volti noti, un po’ più invecchiati, di donne che, impegnate negli anni ’70, hanno avuto ieri sera l’occasione di tornare ai bei tempi del collettivo femminista, dell’Udi e delle manifestazioni di piazza. Ma chi l’avrebbe detto che dopo più di  trent’anni, quelle stesse donne avrebbero dovuto innalzare gli stessi slogan per reclamare il riconoscimento di diritti che si riteneva fossero oramai consolidati! Un déjà-vu che evidenzia una involuzione del Paese. Ma le notizie provenienti dalle  grandi piazza d’Italia fanno ben sperare in un risveglio nazionale.

Tantissimi cittadini hanno voluto manifestare la loro indignazione nei confronti di un presidente del Consiglio che sembra avere ormai perso il senso della misura diventando un pericoloso esempio per le giovani generazioni: “l’aspetto fisico o il festino non può certo diventare  criterio di selezione per entrare in politica!”, hanno gridato a gran voce.

Quella  folla di manifestanti che ha riempito ben duecento piazze italiane,  per un attimo, mi ha ricordato la  piazza Tahrir dei primi giorni…

In Egitto, alla fine, di Mubarak si sono liberati, anche se su un futuro di reale democrazia in tanti esprimono dubbi.

Qui in Italia sembra che ci siamo abbastanza vicini. La gente è davvero stanca di assistere imbalsamata allo scempio del Paese e gli scontenti aumentano di giorno in giorno: oltre alle donne ci sono i disoccupati, i giovani che, sentendosi chiamare “bamboccioni”, si sentono sfigati due volte, e poi  gli anziani, quelli che vivono con seicento euro di pensione e che, visto l’innalzamento della vita media, vedono procrastinare ad un tempo troppo indefinito la promessa cristiana di un mondo migliore in cambio di una vita terrena basata sui principi  francescani. E ci sono i precari  a vita e i meritevoli ignorati, e le prostitute sfruttate per pochi spiccioli,  invidiose delle  finte nipoti di Mubarak. E ci sono i poveri e i nuovi poveri.

E no! Così non va! ed allora ….”Se non ora quando?”  Quest’ anno Il 13 febbraio, non è stato una buona vigilia di San Valentino per il premier. Con la protesta delle donne sembra infatti essere iniziato il countdown  per il presidente Berlusconi, nella speranza che con lui spariscano anche gli effetti negativi del Berlusconi pensiero, un pericolosissimo virus altamente infettivo da cui quel trenta per cento di italiani fa difficoltà a guarire.

Ma l’antidoto è pronto. E’ solo questione di tempo.


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