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La crisi dei “banchi” e le chiacchiere del ministro

La crisi dei “banchi” e le chiacchiere del ministro

“La scuola riformata funzionerà”, ripete spesso Gelmini, ma la pagella Ocse non esita nel proprio giudizio: bocciata. Il nostro Paese spende troppo poco del Pil nelle istituzioni scolastiche, e i risultati sono evidenti. Risulta essere infatti poco attrattiva per gli studenti stranieri. Nel 2008, oltre tre milioni di universitari hanno scelto l'estero per i loro studi

La modestia è la principale virtù della nostra classe politica, del capo del governo e dei ministri soprattutto.
Quella della Gelmini – bontà sua – è una “riforma epocale”, la politica del ministro per l’economia, Tremonti, supera di gran lunga quella della Germania e di tutti i paesi europei, del nostro mondo e dei possibili mondi si potrebbe azzardare.
La politica economica  del governo italiano è la migliore, è “l’unica – viene quotidianamente annunziato – che può garantire risultati efficaci”; Tremonti “sottolinea che “è roba da bambini” dire semplicemente che bisogna seguire l’esempio della Germania ma che, invece, è necessario osservare la realtà con “buon senso”.
Di parere diverso è la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, secondo la quale  il governo non ha avviato azioni abbastanza efficaci per combattere la crisi. Anche il presidente di Bankitalia, Mario Draghi, ha espresso le proprie, fondate riserve in merito.
E’ semplice fare soldi bloccando contratti, aumentando misere pensioni di pochi centesimi al mese secondo un’inflazione programmata dal governo a proprio uso e consumo, aumentando la pressione fiscale senza combattere un’evasione che aumenta considerevolmente di anno in anno, facendo pagare a lavoratori e pensionati la quasi totalità dell’irpef, non combattendo disoccupazione, giovanile soprattutto, lavoro nero, consentendo lo sfruttamento di miserabili lavoratori italiani ed extracomunitari.
Quello della scuola è un altro grave problema italiano, che si nutre delle promesse e delle chiacchiere della Gelmini.
Gli insegnanti meritevoli saranno premiati, finalmente il merito sarà tenuto in considerazione, “la scuola riformata  funzionerà”, ripete il ministro.
La situazione è molto diversa.
“Presentato a Parigi – si legge – il rapporto annuale sull’Educazione. Pagella Ocse alla scuola italiana: bocciata. La scuola italiana? Ci si passa fin troppo tempo, con risultati scarsi. Il corpo insegnanti è sottopagato e poco stimolato. Resta alta la percentuale di abbandoni. L’Italia spende il 4,5 per cento del Pil nelle istituzioni scolastiche (un dato rimasto costante dal 1995 al 2007), contro una media Ocse del 5,7. Solo la Repubblica Slovacca spende meno tra i Paesi industrializzati. Persino il Brasile – con il 5,2 per cento – e l’Estonia (il 5 per cento) spendono di più. Scarsa l’attrattiva della scuola italiana per gli studenti stranieri, principalmente perché ci sono pochi corsi offerti in inglese: nel 2008, 3,3 milioni di studenti universitari hanno scelto di andare all’estero per i loro studi, ma solo il 2 per cento ha scelto l’Italia”.
C’è poco da rallegrarsi. Sarebbero necessari e urgenti interventi.
Si facciano pagare le tasse agli evasori, si eliminino i numerosissimi e gravi  sprechi,
si inizi una concreta e continua politica di controllo delle spese pubbliche, merito e specchiata moralità siano le caratteristiche degli uomini al potere.
La situazione italiana potrebbe essere, sicuramente, diversa. 


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