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Intercettazioni. L’Ocse denucia: “Democrazia in pericolo”

Intercettazioni. L’Ocse denucia: “Democrazia in pericolo”

Il progetto di legge approvato dal Senato nella sua formulazione attuale – avverte la delegata per la sicurezza e la cooperazione in Europa – contraddice alcune raccomandazioni, specialmente nella misura in cui proibisce l'uso di alcune fonti confidenziali e materiali che possono essere necessari per indagini giornalistiche significative al servizio della collettività

Indignazione, sdegno, grandissima preoccupazione per la minacciata libertà di parola e di stampa non sono più sufficienti per illustrare il gravissimo momento che l’Italia sta attraversando.
Siamo alla vigilia  di tempi tristissimi, di tempi in cui  una grave censura  si abbatterà su giornalisti, intellettuali, cittadini, che correranno pericoli gravissimi per il solo fatto usare fonti confidenziali e materiali per “significative indagini al servizio della democrazia”.
Anche l’Ocse ha manifestato le sue preoccupazioni. “L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Ocse), infatti, con una nota pubblicata sul sito istituzionale – si riprende il sole24ore del 15 giugno 2010 –  a  firma della delegata per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, chiede all’Italia di non approvare definitivamente, nella versione uscita dal Senato, il testo di legge sulle intercettazioni proposto dal Governo Berlusconi”.
“Il progetto di legge approvato dal Senato nella sua formulazione attuale – denuncia la delegata Osce per l’Informazione – contraddice le raccomandazioni dell’Osce, specialmente nella misura in cui proibisce l’uso di alcune fonti confidenziali e materiali che possono essere necessari per indagini giornalistiche significative al servizio della democrazia”.
Partiti, sindacati, associazioni, cittadini, svegliatevi, si stanno per superare limiti assolutamente invalicabili per una democrazia.


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