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Il silenzio dei vivi

Il silenzio dei vivi

Officina teatrale mette in scena l'opera con cui Elisa Springer raccontò l'orrore della Shoà. Uno spettacolo che tratta con ponderata leggerezza un tema difficile e serio, contando sul talento di giovani e promettenti artisti. E' questo il volto intelligente e colto della nuova generazione calabrese.

“Lo strazio più grande, in questi cinquant’anni è stato quello di dover subire l’indifferenza e la vigliaccheria di coloro che, ancora adesso, negano l’evidenza dello sterminio. Come tanti altri sopravvissuti mi ero imposta di non parlare, di soffocare le mie lacrime nello spazio più profondo e nascosto della mia anima, per essere io sola, testimone del mio silenzio; così è stato fino a oggi!”. È a queste parole che Elisa Springer  affidò il senso più intimo della sua sofferenza, quella provata durante il periodo trascorso ad Auschwitz e, anche dopo, quando, afflitta dal timore di non essere accettata, tacque la sua terribile esperienza. La vergogna in uno col timore dell’indifferenza di chi non comprese lo sterminio degli ebrei, spinsero Elisa Springer a non parlare della pagina più triste della sua vita, fino all’età di 68 anni. L’autrice giunse addirittura a celare, per  lunghi anni, con un cerotto, il numero di riconoscimento tatuatole sull’avambraccio all’arrivo ad Auschwitz. Una storia struggente che, meglio di ogni altra, restituisce al lettore il senso di umiliazione vissuto nei campi di sterminio. Giovanni Carpanzano, attore e regista catanzarese ha colto di quell’opera il significato più profondo, tanto da scriverne la riduzione teatrale e risolvendosi, malgrado i pochi mezzi a disposizione, a metterla in scena. Carpanzano sa che i mezzi finanziari passano in secondo piano quando i ruoli sono giocati da attori talentuosi, capaci di trattare con straordinaria familiarità il personaggio interpretato. La bravura di quegli artisti fa seguito ad ore di studio, ostinazione e impegno profusi presso Officina teatrale, scuola che da anni plasma l’inclinazione di aspiranti attori calabresi. Risultato: una piece brillante che già alla prima, martedì 2 febbraio, presso l’auditorium Casalinuovo di Catanzaro, concesso gratuitamente, ha fatto registrare un alto numero di spettatori. Ma non è stato un caso, considerato che i giovani volti prestati a Jackob, ad Hitler, al suo assistente, ad una mortifera donna – che uccide muovendosi tra gli ignari attori – e a tutti gli altri personaggi de “Il silenzio dei vivi”, sono testimonianza di una bravura autentica. Artisti che, a dispetto della giovane età, recitano con consapevolezza scenica, occupando  spazi di rilievo sul palco con grande disinvoltura. Martedì sera, lo spettatore era trasportato nella realtà dei capanni dove in pochi anni si consumò la più immane tragedia che l’uomo ricordi.

 


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