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Il respiro del Bisonte!

Il respiro del Bisonte!

COSENZA. Associazione Sottosuolo presenta la terza edizione di Contaminazioni, arte contemporanea, presso la galleria provinciale Santa Chiara, dal 18 dicembre al 6 gennaio. Tra le iniziative in programma, l'installazione fotografica "Siamo figli del toro", a cura di Ivana Russo protagonista di una sequenza di scatti molto originali

Il movimento ha costituito sempre una parte fondamentale del mio lavoro,  provenendo come formazione dal video.. In quest’ultima installazione diventa più evidente il legame con la natura che in modo più consapevole,  occupa le mie ultime installazioni.
“Siamo figli del toro” nasce da alcuni scatti a dei bufali realizzati nell’azienda Favella di Cantinelle, con i quali si è stabilito un rapporto di armonico movimento dapprima lento, poi di timoroso avvicinamento fino ad un  mostrarsi nel pieno della loro naturalezza in una esplosione vorticosa, quasi a simulare una danza piena di vitalità. Scatti, immagini e sequenze che restituiscono, adottando particolari tecniche di montaggio, il movimento naturale a cui ho assistito. Cercando dei collegamenti che mi riportassero  ad un mondo più primigenio, simbolico e che contemplasse un aspetto divino legato all’animale, ho scoperto, che l’immagine più celebre della Calabria è un toro: il famoso Bos primigenius  nella grotta del Romito di Papasidero, risalente al paleolitico poco oltre il 9000 a.c..
La rappresentazione, sotto forma di graffito (arte a me molto cara), forse propiziava la caccia e simboleggiava una divinità che dava  la vita. Vi erano molti insediamenti tra cui quello di Favella della Corte , dove ho realizzato gli scatti. Il collegamento è stato illuminante e ha rafforzato in me ciò che avevo percepito nel momento in cui fotografavo gli animali.
“Siamo figli del toro” simboleggia un inno alla vita, alla forza che la natura sa dare se ci si mette in sintonia, se si ascolta il suo respiro. Le foto sono montate usando la tecnica del morphing, su delle pelli di bufalo, che occupano una stanza ricoperta di terra con   suoni realizzati in presa diretta.

Ivana Russo


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