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i ventimila di amantea e la strane sensazioni di un pescatore

i ventimila di amantea e la strane sensazioni di un pescatore

Franco fa il pescatore e dice che una cosa del genere non gli era mai capitata prima. Venerdì sera il mare era calmissimo. Ma alle 3 di notte, improvvisamente, lo ha sentito ruggire da lontano. Il moto ondoso è salito a forza sette nello spazio di un’ora. Franco non ha neanche fatto in tempo a recuperare la sua barca coricata sulla spiaggia

Franco fa il pescatore e dice che una cosa del genere non gli era mai capitata prima. Venerdì sera il mare era calmissimo. Ma alle 3 di notte, improvvisamente, lo ha sentito ruggire da lontano. Il moto ondoso è salito a forza sette nello spazio di un’ora. Franco non ha neanche fatto in tempo a recuperare la sua barca coricata sulla spiaggia. Le onde si sono abbattute sul lungomare, portando via tutto, compresa la sua barca.

Il mare era arrabbiatissimo sabato mattina, quasi volesse manifestare pure lui, come gli oltre 20mila che hanno attraversato Amantea per chiedere verità e bonifica dei siti contaminati dalle cosiddette navi a perdere e da tutti i veleni industriali, tossici e radioattivi conficcati nel cuore di Calabria.

Non c’erano molti amanteani in piazza. Polizia e carabinieri hanno lavorato tanto nei giorni precedenti il corteo, facendo squillare le solite trombe del terrore che da un decennio a questa parte, alla vigilia di grandi manifestazioni, annunciano l’arrivo dei pericolosi NoGlobal. Una certa Amantea non è scesa in piazza per ignavia, per sfiducia, per paura di dare la mazzata finale all’immagine della propria città ferita. Però l’Altra Amantea c’era, quella degli studenti, di molti commercianti e delle associazioni. Tantissimi cittadini indignati sono arrivati anche da diverse località del Tirreno, dalle vicine Aiello calabro e Serra d’Aiello.

Fischi e sfottò per i big della politica e per tanti pseudoamministratori del bene comune. Per qualcuno è stato impossibile parlare dal palco.

L’atmosfera si fa sempre più frizzante. La Calabria potrebbe indignarsi come il mare di Amantea. Da un momento all’altro!

E c’è una novità: la sinistra in basso – quella ribelle ed autonoma, che rifiuta di tesserarsi con i partiti del malgoverno, che vive e costruisce giorno dopo giorno un’Altra Calabria con atti concreti – non è mai stata così radicata nelle lotte, nei quartieri, in mezzo al disagio sociale ed alla precarietà.

Adesso bisognerebbe trovare il coraggio di mettere la freccia a sinistra, sorpassare, senza cedere alla tentazione di rientrare nella corsia principale.

Omnia sunt communia. E ra pesta ca li vegna aru malgoverno da’ Calabria!

 

 

 

 


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