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I colori del Giappone, fra tradizione e conteporaneità…

I colori del Giappone, fra tradizione e conteporaneità…

ROMA. Ecco il significato del focus "Occhio sul mondo", dalle parole di Gaia Morrone, responsabile della Sezione del Festival del cinema giunto alla quinta edizione, intercettata nella capitale, durante l'allestimento del desk della struttura che aprirà i battenti il prossimo 28 ottobre . Breve chicchierata, seduti al bar dell'auditorium

L’Auditorium di Roma in questi giorni è tutto un cantiere per la quinta edizione del festival del film. Aprirà i battenti il 28 ottobre e si percepisce il fervore dell’evento dove ognuno fa il suo. Efficienti parti di un congeniato meccanismo.

Quando arrivo mi colpisce la schiera di tantissimi ragazzi e ragazze al lavoro per il festival tra ufficio stampa, ufficio web, comunicazione, biglietteria, eccetera.. Sono ovunque e non può fare che piacere trovarne così tanti!

Ho incontrato Gaia Morrione (responsabile della sezione focus “Occhio sul mondo”) al desk di questa struttura (apparentemente piccola) che si estende in un lunghissimo corridoio con un’infinità di stanze e uffici. Seduti al bar dell’auditorium per ammorbidire l’intervista tra caffè e sigaretta osservo Gaia: sguardo intelligente, sorriso sempre pronto, intraprendente e vestita tutta di viola, fremo dal cominciare l’intervista.
Mancano pochi giorni all’inizio del festival.

Com’è stato lavorare al focus quest’anno che (ricordiamo) è dedicato al cinema giapponese?
“E’ stato impegnativo lavorarci perché il Giappone ha una cultura molto differente dalla nostra. Anche la stessa installazione di fiori che verrà allestita sul red carpet da Shogo Karyazaky non è semplice. Saranno infatti installati 800 bambù con centinaia di orchidee e anche lui, come i tanti artisti e registi giapponesi presenti al festival, è un artista molto pop. La sua non è un’istallazione minimalista così come ci si aspetta forse da un artista giapponese”.

E’ una scelta forte il Giappone.
“Si è una scelta forte ma anche dovuta. Per esempio il film “Yoyochu-sex to yoyogi tadashi no sekai” è un film del focus, ma è anche in competizione al festival con la sezione “Extra”. Questo film poteva andare al festival di Locarno e invece siamo riusciti ad aggiudicarcelo e siamo molto contenti, è un documentario importante sull’orgasmo femminile in una cultura, quella Giapponese, da molti conosciuta come patriarcale. Yoyochi è un personaggio importante nella pornografia e questo documentario ne è la prova. Inoltre il film fa parte dei 7 selezionati per il focus di cui 4 sono dedicati o girati da donne. Ne siamo contenti, è un ottimo risultato”.

Come mai avete scelto il Giappone?
Siamo sempre alla ricerca di culture contemporanee e il Giappone è il giusto incontro tra tradizione e contemporaneità e ci piaceva moltissimo. Inoltre se ne sa molto poco della tradizione dei film giapponesi. Vogliamo comunque dare qualità ad un festival con un numero altissimo di pubblico”.

Facendo un esempio, come si identifica questo binomio tradizione-contemporaneo?
“Ad esempio, l’immagine della geisha nel film “Sakuran” di Mika Ninagawa, è super contemporanea ma anche molto tradizionale. Lei è si una geisha ma ribelle! Si ritrovano diversi elementi come la fotografia, i pesci, i fiori, la natura della tradizione Giapponese reinterpretati in chiave molto contemporanea. Anche la mostra d’apertura al festival che si terrà al Maxxi il 28, dell’artista Koshino  è in chiave molto contemporanea in un connubio tra geishe e moda e installazioni di video arte”.


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