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Haiti: ladri di bambini in azione e stop a ricerche dispersi

Haiti: ladri di bambini in azione e stop a ricerche dispersi

Fino ad ora sono 13 quelli scomparsi inspiegabilmente dall'ospedale di Port-au-Prince dove si trovavano per ricevere cure. A lanciare l'allarme è Matteo Perrone, dell'Unicef, che ritiene attendibili i sospetti circa una illegale uscita dal Paese di numerosi bimbi, attraverso varchi burocratici che vanno allargandosi ogni giorno di più.

Fenomeni di particolare gravità si stanno registrando in Haiti. Parlo della minaccia cui sono esposti i bimbi rimasti orfani, da parte di gruppi criminali che sfruttando il caos darebbero impulso al commercio delle adozioni illegali.
Già 13 bambini sono scomparsi inspiegabilmente dall’ospedale di Port-au-Prince dove si trovavano per ricevere cure e assistenza. A lanciare l’allarme è Matteo Perrone, dell’Unicef, che ritiene attendibili i sospetti circa una illegale uscita di bambini dal Paese, attraverso varchi burocratici che vanno allargandosi ogni giorno di più. Matteo Perrone ha dichiarato che – “(…) ci sono reti ben organizzate che sanno dove andare a prendere i bambini e come farli uscire avendo collegamenti con le persone del posto”.

Secondo Maria Burani Procaccini, responsabile di Adozioni e Affidi del Movimento Bambino, per scongiurare il commercio di bambini si dovrebbe promuovere “un immediato censimento, d’intesa con il governo di Haiti, di tutti i bambini superstiti e non ricollegabili ad un nucleo familiare sicuro, né ospitabili nelle strutture ancora funzionanti nell’isola”.

Maria Burani Procaccini ha suggerito soluzioni concrete per lo svolgimento del censimento. La conta demografica potrebbe essere svolta presso le strutture sanitarie di emergenza e basato sui seguenti test: analisi dell’iride, accertamento del Dna, verifica delle impronte digitali ed esame della struttura ossea del polso per la determinazione dell’età. La dottoressa Burani ha precisato che “questa procedura farebbe sì che ogni minore possa essere finalmente dotato di un documento di riconoscimento anche genetico, utile pure per i ricongiungimenti familiari, e impedirebbe il triste traffico dei ladri di bambini. In questo modo si sanerebbe anche la terribile piaga dei bambini invisibili, ossia mai registrati all’anagrafe, così diffusa ad Haiti”.

Nel frattempo, Haiti fa i conti con l’orrore rappresentato dai numeri della tragedia. Il numero delle vittime di questa tragedia, destinato a salire, è di 111mila 499 morti, 193mila 891 feriti, 11mila abitazioni distrutte e 610mila sfollati. Il terreno dell’isola haitiana continua ad essere scosso dagli assestamenti tellurici. Ma, secondo alcuni esperti, potrebbero verificarsi nuove scosse di terremoto, anche di intensità maggiore a quella registrata il 12 gennaio scorso, la quale ha raggiunto magnitudo 7.3 della scala Richter. Un’ipotesi verosimile, visto che le forti scosse sismiche replicano, di consueto, nel giro di due/tre mesi. Haiti rimane così a forte rischio, visto la sua posizione geografica, a cavallo tra la placca caraibica e quella nordamericana. La rinascita di Haiti, non potrà prescindere da una edilizia antisismica. La legislazione haitiana, infatti, non prevede una normativa edilizia antisismica.

Ad ogni modo, sono passate quasi due settimane dalla prima violenta scossa che ha devastato l’isola  e ieri, il governo ha deciso di sospendere le ricerche dei possibili sopravvissuti. Una scelta drammatica, considerato che le ricerche, seguite al terremoto, hanno permesso di salvare più di 130 persone. Così alcuni dei gruppi tecnici giunti ad Haiti per scavare tra le macerie alla ricerca dei sopravvissuti interromperanno le attività di recupero. Ancor più doloroso è constatare le enormi difficoltà di coordinamento  degli aiuti umanitari, la cui azione è ancora lontana dai target.



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