close
Gli “Appunti di Sopravvivenza” guardano lontano…

Gli “Appunti di Sopravvivenza” guardano lontano…

Cosenza. Nella settimana che si apre, si misurerà la capacità costituente di un pezzo di Calabria ribelle e vitale. Non è più il cosiddetto popolo del NO. Assume colorazioni inedite. Però, in tendenza, realizza autonomia, autogoverno, comunità. Ha imparato a proporre alternative concrete allo sfascio provocato dal malgoverno di questa terra

Quaggiù accadono fatti importanti in questa “parte del giovanetto anno
che ‘l sole i crin sotto l’Aquario tempra e già le notti al mezzo dì sen vanno,
quando la brina in su la terra assempra l’imagine di sua sorella bianca …”.

Sulla comune agenda settimanale meritano di essere annotati fatti importanti: la diffusa protesta contro la megadiscarica di Castrolibero e i progetti deliranti del sindaco Orlandino Greco, la mobilitazione per fermare la costruzione della centrale Enel di Laino, la lotta per impedire la svendita dell’acqua alle multinazionali, le 300 persone che lunedì scorso hanno bloccato le ruspe pronte ad abbattere le baracche del villaggio rom.

Mentre quel che resta della sinistra istituzionale novecentesca si presenta da Callipo e Loiero per farsi dare l’estrema unzione, l’Altra società è tutt’altro che morta!Nella settimana che si apre, si misurerà la capacità costituente di questo pezzo di Calabria ribelle e vitale. Non è più il cosiddetto popolo del NO. Assume colorazioni inedite. Però, in tendenza realizza autonomia, autogoverno, comunità. Ed ha anche imparato a proporre alternative concrete allo sfascio totale provocato dal malgoverno di questa terra.

Per esempio, gli abitanti di via Popilia forse non sanno che se l’annosa vicenda del villaggio rom si concluderà con una soluzione civile, e le famiglie nomadi troveranno una sistemazione dignitosa in un’altra zona dell’area urbana, il merito è soprattutto dell’azione dal basso di cittadini e associazioni. Gravi sono invece le responsabilità del Comune e della Provincia. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di ribadirlo. Lo testimoniano i fatti. Lo dicono le realtà di base della chiesa cosentina.

Lo conferma il provvedimento di sequestro dell’area del villaggio rom, disposto dalla Procura della Repubblica. Non c’è nulla di ideologico e pretestuoso nell’iniziativa della rete spontanea antirazzista che negli ultimi mesi è intervenuta nel villaggio a sostegno di donne, anziani malati e bambini rom. S’è trattato di fatti concreti!

Astratta e fumosa è invece la retorica di chi nasconde la propria xenofobia dietro vuoti proclami. Sedicenti comitati di quartiere e impresari della miseria si ostinano a far finta di non sapere che se via Popilia ha vissuto una situazione di disagio, le responsabilità vanno cercate in alto. Per fortuna la città ha sviluppato anticorpi.

La partita di calcio amichevole programmata per mercoledì prossimo, tra il Cosenza Calcio e la Clandestino FC, il cui ricavato andrà in beneficenza, apre il ciclo di Fiera Inmensa. È l’ennesima dimostrazione che, nella risoluzione di tante problematiche materiali, è possibile camminare da soli. Non ci sarebbe più la necessità di inseguire le facce da obitorio che in questi giorni ricoprono i muri con i loro lugubri manifesti elettorali. Hanno dimostrato di essere inutili, oltre che incapaci.

Da oggi, la Città dei Ragazzi è chiusa, in attesa di una sentenza del Tar che potrebbe stigmatizzare l’operato di Palazzo dei Bruzi nelle modalità di aggiudicazione dell’appalto. Sarebbe la conferma che in questa, come in altre vicende, i nostri Appunti di Sopravvivenza avevano visto lontano.

I paladini delle regole, che amministrano Cosenza, possono davvero vantarsi di essere coerenti con la legalità di cui si ammantano?

Per “Appunti di sporavvivenza” 


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *