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Giustizia, scuola, politica: una continua mistificazione…!

Giustizia, scuola, politica: una continua mistificazione…!

Ognuno interpreta leggi e parole a proprio uso e consumo con la certezza che i cittadini non capiranno mai niente. La riforma dell'istruzione è la spia di una società che non si preoccupa della formazione culturale e morale della futura Italia. Liste pulite, etica civile, progresso, morale, moralità sono termini che vengono usati a sproposito. Ecco, l'Italia di oggi

“Ciò che oggi è impressionante nel nostro Paese – scrive Claudio Magris – e contribuisce a degradare Stato e società ad accozzaglia confusa non è la violazione delle leggi, che è sempre esistita, bensì la crescente indifferenza nei loro confronti. Più che barare al gioco – il che presuppone comunque tener conto, sia pure con intenti truffaldini, delle regole – si mescolano le carte da poker con quelle dello scopone, se un avversario tira già una scala reale si risponde facendo briscola”.

Ognuno interpreta leggi e parole a proprio uso e consumo con la certezza che i cittadini non capiranno mai niente, con l’assoluta certezza che non cambierà mai niente, che continueranno ad esistere privilegi e  privilegiati.

C’è un generale processo di mistificazione della realtà che genera disorientamento e confusione nei cittadini, che spesso non hanno i mezzi culturali per interpretare la realtà e i fiumi di parole dai quali vengono travolti e sommersi.

Le assoluzioni di tanti cittadini incriminati da parte della magistratura giudicante costituisce la spia di uno scollamento tra giudici inquirenti e giudici giudicanti. Troppo severi i primi,  troppo indulgenti i secondi, si potrebbe ipotizzare, desiderosi talora  i primi di notorietà e più attenti gli altri.

Lo profonda crisi della scuola ai vari livelli può essere interpretata come comoda scorciatoia per conseguire senza studiare l’inutile “pezzo di carta” o costituisce la spia di una società che non si preoccupa della formazione culturale e morale della futura Italia.

La recente riforma della scuola, pomposamente definita epocale, non ha previsto cosa insegnare nella nuova scuola riformata. Se ne sono resi conto gli editori dei libri che hanno protestato con il ministro per l’assenza di indicazioni.

Eppure la riforma è già partita.

Nessun giornale o nessun giornalista o esperto di scuola – ce ne sono a milioni in giro – ha fatto notare che, oltre al riordino degli indirizzi e dell’orario settimanale delle lezioni, era necessario – non è cosa di poco conto –  prevedere cosa insegnare in quelle ore o, almeno, indicare  gli obiettivi generali e quelli delle singole discipline.

Si è ottenuto un significativo risparmio, continueranno a venire fuori dalla scuola italiana giovani che non sanno comprendere un semplice testo o scrivere o riassumere un brano o un articolo di giornale.

Liste pulite, etica civile, progresso, morale, moralità sono termini che vengono usati a sproposito, che hanno perso ogni significato e valore. La parola libertà è quella che viene quotidianamente sbandierata, non si capisce che cosa voglia significare, quale messaggio veicoli.

E’ il trionfo del niente, della chiacchiera.

Non ci sono idee in giro né in campagna elettorale né in altri periodi.

Si può davvero pensare  che  300 milioni di euro  stanziati dal Consiglio dei ministri per incentivare i settori in crisi faranno ripartire l’economia. Con  10 milioni quanti motoveicoli meno inquinanti potranno essere acquistati, con 50 milioni quanti elettrodomestici  potranno entrare nelle case degli italiani.

Sono pannicelli caldi ad uso elettorale per cittadini che hanno poco confidenza con le cifre.

Ci sarà, dopo le elezioni, la cascata delle riforme, che ormai da decenni sono annunciate, solo annunciate.

Occorre, però, che non siano tutte “epocali” come quella della scuola. Di epocali ci sono e ci saranno solo i tagli e il perpetuarsi di privilegi da parte dei pochi fortunati alle leve del potere.

Il resto continuerà a “tirare la carretta”, che diventa sempre più pesante per i cittadini probi, onesti.


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