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ginnastica. giovane catanzarese si laurea campione d’Italia

ginnastica. giovane catanzarese si laurea campione d’Italia

E' Simone Scarfone, ha sedici anni. domenica scorsa, a Mortara (Pavia), si è imposto alle parallele, con un punteggio eccezionale di 12 e 55, aggiudicandosi così la coppa di specialità e il podio più alto per la categoria junior, al termine di una competizione annuale valida per il titolo nazionale di ginnastica artistica per le categorie junior e senior.

Simone ha 16 anni, si allena ogni santo giorno. Quando non si ferma per la notte a casa della nonna, è costretto a fare il pendolare da Davoli a Catanzaro, ma questo in fondo non gli pesa più di tanto perchè la ginnastica è la sua vita. E la vita l0 ha premiato. Infatti, domenica scorsa, a Mortara, un piccolo centro localizzato, tra Pavia, Alessandria e Milano, nel cuore della Lombardia (dove ogni anno si svolgono le finali nazionali di ginnastica artistica per le categorie junior e senior), Simone è salito sul podio più alto d’Italia, nella sua specialità: le parallele. Perché è proprio questo il suo attrezzo: le parallele. Ed è grazie alla pregevole esecuzione dell’esercizio, svolto nelle due fasi finali di sabato e domenica scorsi, presso il palaMassucchi, che il giovane catanzarese della società Mediterranea, allenato dai tecnici, Massimo Gesualdo e Antonio Anastasi, si è aggiudicato il prestigioso titolo di campione italiano di specialità, categoria junior. Un riconoscimento che gli ha regalato la coppa, circa un mese dopo aver primeggiato nelle fasi interregionali di Monopoli. Lo ritroviamo, lunedì pomeriggio, nella sua palestra, il Coni, ancora provato dalla tre giorni trascorsa fuori regione,  con i due tecnici. Viaggio in aereo e pernottamento in albergo. Ha ancora il viso segnato dalla stanchezza ma gli occhi carichi di felicità e soddisfazione. Così racconta: “Sì, sono veramente felice, non era affatto facile ma devo dire che è andata meglio del previsto. Ho svolto due prove molto buone sia sabato che domenica. Addirittura in finale ho registrato un piccolo miglioramento rispetto al giorno precedente con un punteggio assegnato dalla giuria di 12 e 55 rispetto al 12 e 3o di sabato”.

Simone è un ragazzo determinato, sa bene che la ginnastica è sacrificio, impegno, continuità negli allenamenti e non si lascia trasportare dall’euforia. Lo ha imparato strada facendo, nel corso di otto anni di allenamenti, duri ed intensi, che gli hanno fatto capire l’importanza di guardare sempre avanti e di provare e riprovare fino alla nausea gli elementi tecnici. “E’ vero – ammette – ci vuole molta determinazione ma dipende molto anche da chi ti allena, dalla tua società di appartenenza, dai tuoi compagni, dall’ambiente. Per questo ci tengo a dedicare la mia vittoria a tutte le persone che mi sono state vicino e che hanno contribuito alla mia crescita complessiva”. Prima di lui, Gesualdo, esperto tecnico federale, aveva commentato: “La vittoria di Simone vale doppio perché l’ha ottenuta da solo, senza il sostegno di una squadra alle spalle. Si tratta di un risultato eccellente per lui e per l’intera ginnastica calabrese. Va ricordato che Simone è allenato in famiglia da quando ha otto anni e si è sempre sacrificato molto. Ora iniziano ad arrivare i frutti”. Sugli scenari futuri, il tecnico non si sbilancia più di tanto ma ipotizza l’eventualità “di un prestito presso una società di A1 o A2, anche se – fa osservare – ancora è tutto da valutare. Per il momento, godiamoci questa vittoria”. Qualche ora dopo, il delegato regionale della Federazione italiana ginnastica, Aldo Calzona, in carica dal 1980, nel ribadire l’importanza del successo, ricorda che “bisogna andare indietro di una decina d’anni prima di ritrovare risultati simili. In un certo senso – afferma Calzona – questa vittoria può essere paragonata alla permanenza in A2 della squadra femminile, nel 2001. Oppure – aggiunge ancora – dobbiamo parlare di ginnastica ritmica femminile e citare ragazze come la Vescio, la Crimi, ma più di tutte, la Mastroianni che collezionò i suoi successi, nella Nazionale”. Ancora più indietro, “bisognerebbe rispolverare atleti del calibro di Luppino e Anastasi. Ma entreremmo nella storia della ginnastica catanzarese” che, nel 2010, festeggerà cinquant’anni di affiliazione federale della società Kines.

Ritornando a Simone, fa notare che “anche nel 2008 aveva fatto bene a Monopoli ma non tanto da meritarsi la qualificazione alle fasi finali di Mortara. Quest’anno, invece, tutto è andato per il verso giusto. Evidentemente, il ragazzo è più maturo. Certo – spiega – il punteggio assegnato è importante ma non bisogna mai dimenticare che ogni gara è una storia a se!”. Per finire, una piccola digressione sulla carenza di strutture e sulle difficoltà oggettive di fare agonismo, in Calabria, inducono a lunghe e profonde riflessioni sulle quali sarà necessario un incontro a parte.


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