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Frane in Calabria: gravi disagi nel catanzarese

Frane in Calabria: gravi disagi nel catanzarese

La piena del fiume Alli danneggia la rete idrica e lascia il capoluogo di regione senza acqua per quasi due giorni. A Piterà, frazione a nord di Catanzaro, sprofonda una stazione di carburante di recente costruzione. La strada provinciale per Magisano, squarciata. Lo storico ponte di Gimigliano ritenuto inagibile e chiuso al transito. Ecco il reportage

La Calabria frana. Negli ultimi giorni le notizie battute dalle agenzie sono devastanti. Crolla la montagna di Maierato a Vibo Valentia, le immagini che girano sul web sono davvero impressionanti, smottamenti nella provincia di Catanzaro e nel lametino. Gente sfollata,  case divelte, l’acquedotto del capoluogo viene danneggiato dall’Alli in piena e la città resta senza acqua per quasi due giorni. Insomma, quanto basta per decidersi a fare personalmente un piccolo giretto tra i disastri della nostra provincia. 

Con Antonio l’appuntamento è a mezzogiorno nella zona nord di Catanzaro ma piove, quella pioggia battente e sottile che di certo acuisce la preoccupazione di chi vive già in un luogo a rischio.  Certo soprattutto gli abusivi sono quelli che devono temere di più,  quelli che irresponsabilmente hanno costruito sui costoni e sui terreni di riporto…. Colpa loro? Ma dove erano le istituzioni che avrebbero dovuto vigilare?  A questo aggiungi gli incendi (dolosi per lo più),  che hanno distrutto centinaia di migliaia di alberi che con le radici, si sa, contribuiscono ad arginare il terreno ed il mancato o superficiale controllo dei letti dei fiumi con le ovvie conseguenze del caso. Ricordate il camping le Giare, vicino Soverato?

La giornata è davvero terribile e fa pensare che il peggio deve ancora arrivare, almeno a sentire le stime degli uffici tecnici comunali e provinciali che parlano in alcune aree addirittura di uno spostamento di terreno di un centimetro all’ora. Il primo shock è a Piterà.

L’intera stazione di servizio, che rispetto al progetto originario si era probabilmente un po’ troppo espansa su un terreno di riporto,  è sprofondata e si è abbassata di almeno un metro. “la benzina dei puffi!” si era messo a gridare Antonio. L’asfalto della strada era in pezzi,  ma le colonnine hanno retto evitando conseguenze peggiori e fortunatamente il crollo non è avvenuto di giorno, per cui non vi erano né clienti né personale di servizio. Qualche foto, una ripresa, un commento e decidiamo di dirigerci verso Tiriolo , altra zona a rischio, tanto nella zona di Magisano  Antonio era andato il giorno prima.

Ci inerpichiamo, è il caso di dirlo, considerata la posizione del paese a cucuzzolo sul monte, verso il centro abitato. Facciamo una piccola sosta nel bar del centro per scambiare due chiacchiere con la gente del luogo. C’erano solo un paio di persone intente a bere un caffè, chiediamo per avere qualche notizia su eventuali smottamenti nella zona e ci parlano di due frane: una a meno di un chilometro che si era portata un pezzo di strada, e l’altra ben più grave che aveva lesionato  il ponte che portava a Gimigliano, sei chilometri più in giù. Ed è qui che decidiamo di andare. La strada non si preannunciava affatto sicura. Massi qui e là sulla carreggiata, un cartello che diceva ” Strada interrotta”… Un po’ titubanti chiediamo ad un automobilista che veniva dalla direzione opposta. “Si può proseguire senza rischi” ci dice. Quindi cominciamo a scendere. Proseguiamo per tre chilometri senza vedere anima viva. Quella pioggia e quei massi in bilico su quella montagna così ripida non ci piacciono affatto. Poi intravediamo in fondo alla curva una gru e alcuni operai intenti a spostare dal ciglio della strada la terra caduta dalla montagna. Ci dicono di proseguire. Il crollo era ad un paio di chilometri. Finalmente vediamo alcune abitazioni, la strada è completamente allagata, ma  intravediamo il ponte, qualche transenna, mucchi di terra. Nessuno all’opera. Unica anima in circolazione un ragazzo,  lo fermiamo e gli chiediamo informazioni. Lui è incazzato nero con l’amministrazione provinciale. Perché il ponte non è franato solo per le piogge,  ma perché la Provincia un paio di anni prima aveva incanalato le acque bianche  in un grande tubo inserito sotto la strada proprio accanto al ponte, ma senza accompagnarne lo scarico fino al fiume. L’acqua che fuoriusciva dal tubo aveva pian piano eroso il terreno sottostante tanto è vero che la strada era più volte franata. Gli abitanti del luogo avevano già denunciato la cosa da oltre un anno ma né la Provincia né altri si erano fatti carico del problema. Ora il disastro. Tutta la strada se ne è venuta giù e il ponte che era l’unica via per raggiungere Gimigliano e Catanzaro è ormai impraticabile. Insomma, venti famiglie tagliate fuori dal paese e le loro attività commerciali distrutte. E chissà se e quando si interverrà per ripristinare la viabilità. “Era un ponte storico”, incalzava il giovane, “il primo in Europa ad arco unico, che faremo adesso? Siamo disperati”.

Poi, su quel ponte sbilenco e pericolante, che immerso nella nebbia aveva assunto un aspetto ancora più spettrale, il giovane si avviò a piedi. “Ma non si può, è pericoloso”, gli gridai. Lui alzò le spalle e disse “Facciamo tutti così. E’ l’unico modo per arrivare dall’altra parte senza fare venti chilometri. E grazie per essere venuti, ditelo a tutti, magari qualcuno vi ascolterà e verrà a sistemare le cose!”


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