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Fisco: il solito ritornello berlusconiano…!

Fisco: il solito ritornello berlusconiano…!

La manovra sarà pagata dai pensionati, dai ceti medi e bassi, pensioni e stipendi saranno falcidiati da inflazione, tasse, aumenti giustificati ed ingiustificati. Saranno premiati i furbi, il nuovo condono edilizio ne costituisce un “capolavoro”. Ma il premier sostiene che "non saranno messe le mani nelle tasche degli italiani"

La manovra fiscale, il consueto salasso, sta per abbattersi sui tartassati italiani, quelli cioè che hanno pagato e pagano le tasse. Lo richiede la grave situazione economica e finanziaria internazionale. Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, dobbiamo ridimensionare le nostre spese.

“Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”: il solito ritornello governativo e berlusconiano si ripete nel tempo, i cittadini, bombardati, frastornati e, forse, istupiditi, crederanno che la crisi sarà pagata da altri (da chi?).

Il ventilato, certo, blocco dei contratti degli statali, il blocco della progressione economica della carriera, l’aumento mensile di pochi centesimi di euro o di pochi euro di stipendi e  pensioni – viene calcolato sulla “famosa”  inflazione programmata, lontanissima da quella reale, concreta, effettiva – non significano mettere le mani nelle tasche degli italiani? Le nuove tasse che i cittadini calabresi dovranno pagare per  ripianare il non quantificato il  “buco”  della sanità, dovuto all’incapacità, all’insipienza della classe politica regionale, il perpetuarsi di privilegi non metteranno le mani nelle tasche degli italiani? Vecchi e, prospettati/certi, nuovi  ticket su specialità farmaceutiche, prestazioni mediche e sanitarie non significano mettere le mani nelle tasche degli italiani? Aumenti di benzina, elettricità, gas  e relative tasse non metteranno le mani nelle tasche degli italiani? La sensibile riduzione delle prestazioni assistenziali  non metterà le mani nelle tasche degli italiani, soprattutto per i ceti deboli?

Berlusconi ha, come al solito, fatto trionfali annunci agli  italiani, che hanno, forse, già dimenticato i salassi economici degli scorsi mesi su scuola, università, tariffe pubbliche. “E’ assolutamente falso – ha tuonato – che sia in vista un aumento delle imposte. Non verranno toccate né la sanità né le pensioni, né la scuola né l’Università. E’ sicuro invece che il governo continuerà a mantenere i conti pubblici in ordine con una politica prudente, coniugando il rigore con l’equità e il sostegno allo sviluppo. E ripeto – ha sottolineato il presidente del Consiglio, ignora, forse, che gli italiani sopportano uno dei più alti carichi fiscali europei – non aumenteremo le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”.

La manovra sarà, come sempre, pagata dai pensionati, dai ceti medi e bassi,  pensioni e stipendi  continueranno ad essere falcidiati da inflazione, tasse, aumenti giustificati e ingiustificati. Come sempre saranno premiati i furbi, il nuovo condono edilizio ne costituisce il solito “capolavoro”. L’annunciata  lotta all’evasione dovrà essere messa in atto. Di annunci trionfali nella lotta all’evasione fiscale sono piene le pagine di quotidiani e riviste italiane da decenni.

Nel 2010 ci batte per evasione solo la Grecia; facciamo parte dei Pigs,”maiali” in inglese, ne fanno parte, nell’ordine, Grecia, Italia, Spagna e Portogallo. La Lombardia “evade di meno, il 12,5 per cento, cioè 12,5 euro di tasse evase per ogni 100 pagate, la Calabria è quella che evade di più (85,3 euro sottratti al fisco per ogni 100 versati. Quasi 20 milioni di contribuenti – imponibile 2008 – su 41 milioni dichiarano meno di 15 mila euro”. Pensionati e impiegati continueranno a pagare, pagheranno anche la prossima manovra fiscale, si può essere certi.  


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