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E ora cosa faccio: intervengo o vi mando dritti in serie D?

E ora cosa faccio: intervengo o vi mando dritti in serie D?

viola a milano con striscione per uc 73

La solidarietà della curva Fiesole agli Uc ’73 dopo gli ultimi provvedimenti repressivi adottati nei confronti di alcuni esponenti del gruppo

Starà pensando questo, Mr Gicos? Chissà… Siamo nelle sue mani. Fatto sta che, a pochi giorni dal derby con il Cosenza, si respira un’aria veramente pesante. Numeri impietosi. Un punto in quattro partite, una squadra debole, guidata da un tecnico alla prima vera esperienza. Si rischia a questo punto di sprofondare in fondo alla classifica. Su tutto, una società assente, che non da segni di vita, che osserva in silenzio la caduta a picco della squadra. Ancora una volta, incapace di gestire l’emergenza, ma anche di programmare. Non bastava lo sfacelo dello scorso anno.

Ha saputo fare peggio. Sta facendo peggio, o meglio, nulla di buono. D’altra parte, dall’ingaggio di Moriero (estate 2014) e l’euforia iniziale dopo i primi colpi di mercato, non si è capito più nulla. Confusione totale. Polemiche con il pubblico, uscite maldestre, cambi d’umore improvvisi. In fondo bastava poco per fare un bel campionato dopo l’addio di Brevi. Pochi ritocchi, un buon allenatore e ci saremmo divertiti. E invece lui smantella. Toglie il Mr che aveva ottenuto un buon quarto posto in classifica, reo, se secondo la critica, di proporre un gioco poco spumeggiante, e affida il compito di ricostruire la squadra al Ds, Ortoli. Arriva così Moriero, esonerato dal Lecce l’anno precedente dopo aver collezionato 5 sconfitte nelle prime 5 giornate. Che coraggio! Ma quale presidente capace farebbe quello che ha fatto Cosentino??? Ma non finisce qui.

Bastano 3 mesi esatti, nel corso dei quali Kamara e compagni non convincono, per rivoluzionare nuovamente tutto. Siamo nel ridicolo. Si cambiano obiettivi in corso quando ancora la squadra è in zona play-off. Si deve mandare giù anche una sconfitta interna in Coppa Italia con i lupi cosentini che brucia tantissimo. Anche in questo caso errore madornale di Moriero che schiera la berretti nel derby. Il Cosenza passerà al Ceravolo dopo 50 anni regalando ai suoi pochissimi sostenitori la gioia impossibile della vittoria a Catanzaro. Seguiranno polemiche accesissime. Così, il presidente invece di rinforzare la rosa e prendere un nuovo Mr pensa a smantellare. Via tutti! Viene meno al contratto sottoscritto con gli abbonati per una squadra vincente e fa di testa sua. Si apre il caso Kamara osannato dai tifosi, al suo arrivo a Lamezia. Parola d’ordine: smantellare. Pensiamo ad una salvezza tranquilla poi, a fine stagione, si riprogramma tutto. Nomi nuovi, allenatore compreso. Fortunatamente arrivano i punti che servono per salvarci, ma si capisce che questa è una società veramente scriteriata. Si arriva finalmente a fine campionato.

Le linee guida dettate sono chiare. Budget ridotto, nuovo Ds e progetto giovani. Donnarumma metterà insieme questo gruppo che fino ad ora ha saputo ottenere un punto in quattro partite. Margini di miglioramento, pochi. Fiducia, quasi zero. Il rapporto tra il pubblico e Cosentino si è rotto da tempo. Così, bastano pochi fischi, al termine della prima partita persa in casa, per far annunciare il suo addio: a fine anno lascio ma garantirò un campionato tranquillo. Domanda: sarà possibile ottenere la salvezza con questa rosa e con questo allenatore? L’opinione diffusa dice di no.

Bisogna intervenire, ed in fretta, prima di finire risucchiati negli inferi. E lo deve fare proprio Cosentino che ha garantito un campionato dignitoso. La piazza lo pretende, il pubblico lo merita. Questa società non è mai stata contestata sul serio, ma ora è tempo di pretendere rispetto. Sabato (?) prossimo è derby. Si deve vincere. Servono rabbia e determinazione in campo. Ripartiamo da qui!


Giornalista. Ho lavorato per diverse testate giornalistiche calabresi, tra cui Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora. Ho collaborato, inoltre, con alcune riviste ricoprendo il ruolo di corrispondente calabrese per Boxering (periodico internazionale di pugilato). Ho coordinato, per circa 3 anni, "Mentalità", la fanzine della Curva Massimo Capraro. Da sempre sensibile alle problematiche sociali e civili, mi sono occupato spesso di temi legati al lavoro, alla politica, al disagio sociale, ai movimenti di rinnovamento della società ma ho scritto anche di sport e spettacolo. Dall’ottobre 2008 sono un freelance. Nel 2009, insieme ad alcuni colleghi, decido di fondare questa testata giornalistica, di cui sono orgogliosamente al timone. Nel 2012, su questo portale, fondo Radio Popolare Catanzaro, un'emittente in streaming davvero interessante, ma avrà vita breve. Oggi più che mai penso che terramara, ribattezzata nel 2016 magazine d'informazione indipendente rappresenti al meglio la mia idea di giornalismo in movimento

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