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Dl salvaliste, “palesemente incostituzionale”

Dl salvaliste, “palesemente incostituzionale”

E’ inutile affermare che si tratta del male minore, è pur sempre un male. E non di poco conto. Da oggi in poi ogni cittadino potrà non rispettare i termini tassativi imposti dalle leggi e invocare il decreto d'emergenza. Quel che dovrebbe maggiormente preoccupare è il fatto che si vuole far apparire “regola” il non rispetto delle regole. Ecco il commento.

Mi è stata richiesta da un cortese lettore di scrivere la seconda parte del mio contributo, pubblicato lo scorso 2 marzo, “dopo le decisioni del Presidente Napolitano sul decreto salvaliste”.

E’ il caso di ricordare qualcuna delle numerose testimonianze in merito di intellettuali, sicuramente non comunisti. “Si può dire tutto del decreto del governo, tranne che – scrive con una lucida analisi  Stefano Folli, direttore del quotidiano Il Sole 24ore – sia “interpretativo”: cioè che si limiti a offrire una lettura chiarificatrice delle norme elettorali in vigore”. In realtà, il decreto innova. E non poco: addirittura retrodatando certe innovazioni, sempre che il testo diffuso sia quello definitivo.

Risponde senza dubbio all’obiettivo che Silvio Berlusconi si era posto: permettere “l’esercizio del diritto di voto” ai cittadini della Lombardia e del Lazio, al di là dei “formalismi”. Ossia, com’è noto, dei disastri commessi dal Pdl, all’atto della presentazione delle liste”.

In Italia  “le regole – sottolinea Casini – valgono per i deboli e mai per i forti. E questo è intollerabile”. Secondo Mario Patrono, professore di diritto pubblico europeo e comparato alla Sapienza – “il decreto, è palesemente incostituzionale”.

E’ inutile affermare che si tratta del male minore, è pur sempre un male. E non di poco conto. Da oggi in poi ogni cittadino potrà non rispettare i termini tassativi imposti dalle leggi e invocare il decreto salvaliste.

Quel che dovrebbe maggiormente preoccupare è il fatto che si vuole far apparire “regola” il non rispetto delle regole. Ormai arroganza, approssimazione, pressappochismo caratterizzano l’azione di consistenti fasce di cittadini italiani, per siffatte persone le regole non esistono o sono  interpretabili secondo il proprio utile.

In molti settori pubblici si può impunemente agire, si possono impunemente commettere gravi reati, prescrizione e condoni rappresentano la “logica” conclusione del mancato rispetto delle norme e di molti importanti e delicati processi.

Un disorientamento generale e una babele legislativa e interpretativa caratterizzano la quotidiana vita dei “normali” cittadini, che rispettano regole e leggi. Era prevedibile, scontato che un decreto avrebbe risolto il “pasticcio” delle liste.

Nel frattempo, ci si sta dimenticando che fra tre settimane si voterà per eleggere persone che avranno un difficilissimo compito, quello di risolvere i numerosi e grandissimi problemi che affiggono l’Italia.

Non si sente parlare di programmi, concreti, di problemi urgenti da risolvere, delle numerosissime  e quotidiane preoccupazioni dei cittadini, dei giovani in particolare, degli ingenti debiti,di  comuni ed enti pubblici. Veline, escort, giustizia difficile da amministrare, difficilissima da avere, scandali quotidiani offrono un desolante spettacolo dell’attuale Italia. Eppure tantissimi sono i cittadini seri, responsabili, onesti, rispettosi delle leggi, che chiedono una classe politica e dirigente di specchiata moralità.

Fino a quando gli italiani tollereranno un sì triste spettacolo?


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