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Diaz, condannati i vertici, prescritti i poliziotti

Diaz, condannati i vertici, prescritti i poliziotti

La Cassazione ha confermato le condanne per falso per i vertici della polizia e ha prescritto le lesioni per nove agenti coinvolti nei pestaggi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Intanto il prossimo 13 luglio dieci ragazzi rischiano una condanna per devastazione e saccheggio a cento anni complessivi di carcere.

 

La Quinta sezione penale della Cassazione ha confermato le condanne d’appello per falso per i vertici della polizia e ha prescritto le lesioni per gli altri agenti coinvolti nei pestaggi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. La decisione è arrivata dopo nove ore di camera di consiglio. Gli agenti condannati sono coinvolti nel pestaggio e negli arresti illegali dei no-global alla scuola Diaz nel 2001. Confermata la condanna a 4 anni per Giovanni Luperi e Francesco Gratteri, quella a 5 anni per Vincenzo Canterini, nonchè le pene, pari a 3 anni e 8 mesi, inflitte a Gilberto Caldarozzi, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi e Massimiliano Di Bernardini. Prescritti, invece, i reati di lesioni gravi contestati a nove agenti appartenenti al settimo nucleo speciale della Mobile all’epoca dei fatti. Per gli alti funzionari di polizia scatta ora l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. La Suprema corte ha infatti confermato anche questa pena accessoria.

In Appello, i giudici della Terza sezione della corte d’Appello di Genova, dopo 13 ore di camera di consiglio, avevano ribaltato la sentenza di assoluzione, emessa in primo grado, condannando i vertici della polizia. 

In totale, erano stati condannati 25 imputati su 27 con pene che superano gli 85 anni di reclusione. Nella requisitoria finale il procuratore generale, Pio Machiavello, aveva chiesto per i 27 imputati oltre 110 anni di carcere, motivandola come segue : “Non si possono dimenticare – aveva detto – le terribili ferite inferte a persone inermi, la premeditazione, i volti coperti, la falsificazione del verbale d’arresto dei 93 No global, le bugie sulla presunta resistenza. Né si può dimenticare la sistematica e  indiscriminata aggressione e l’attribuzione a tutti gli arrestati delle due molotov portate nella Diaz dagli stessi poliziotti”.

“La più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” – secondo la definizione di Amnesty international, rischia di concludersi il prossimo 13 luglio con dieci persone che rischiano di vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni  complessivi di carcere .

Ecco l’appello  “Genova non è finita”  firmato da rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo:


https://www.terramara.it/video/3391-GENOVA-NON-FINITA-DIECI-NESSUNO-TRECENTOMILA.html

 

 


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