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Crisi greca. Dalla svolta dell’est ai “salvatori” dell’ovest

Crisi greca. Dalla svolta dell’est ai “salvatori” dell’ovest

Dal messaggio pronunciato al Paese dal primo ministro G. Papandreu, alle misure adottate d’urgenza per contrastare il collasso della Grecia. Ecco come matura l’attivazione del meccanismo di sostegno economico che porta dritti alla Uee e all’Fmi come arma di difesa contro speculatori. Il primo “boom” dell’opinione, tuttavia, arriva contro la stampa e il popolo tedesco.

di Athanassios Tassioulis

La tanto annunciata e così temuta crisi economica è arrivata anche in Grecia, ufficialmente il 23 aprile scorso, con il messaggio verso il popolo greco del primo ministro G. Papandrèou, presidente di Pa.So.K. (Panellìnio Sossialistikò Kìnima – Movimento Socialista Greco) dalla lontana e isolata isola di Kastelòriso.

Per vostra informazione Kastelòriso si trova al punto più ad est della Grecia, ad est di Rhodi, sotto la Turchia. Forse il primo ministro l’ha scelta per farci capire cosa ne resterà della Grecia dopo il risanamento dei conti pubblici e gli accordi con i “salvatori”, oppure farci vedere che dopo la svolta degli ultimi anni verso l’est, è andato a prenderci dal nostro punto più orientale per riportarci sulla strada dell’ovest!

Nel suo messaggio il primo ministro accusava i governi degli ultimi 28 anni di spreco di denaro pubblico rei di aver ingigantito il debito pubblico e il deficit economico, al punto che lo Stato non era capace di pagare la rata dei suoi precedenti prestiti nè a garantirsi nuovi prestiti con interesse accettabile, trovandosi ad un passo dal fallimento.

Di conseguenza, la Grecia doveva rivolgersi alla Uee (Unione Economica Europea) e chiedere l’attivazione del meccanismo di sostegno economico – che prevede la partecipazione del Fmi (Fondo Monetario Internazionale) – come arma di difesa contro speculatori e ultima soluzione da applicare solo in caso di emergenza assoluta, pianificato e concordato dai membri dell’unione nei primi giorni di aprile.

 

Della brutta figura del primo ministro, che sembra si sia dimenticato che dei 28 anni di spreco il suo partito ha governato per 20 (1981-1990 A.Papandrèou-Pa.So.K., 1990-1993 K.Mitsotàkis-N.D. (Nèa Dhimokratìa – Nuova democrazia), 1993-1996, A.Papandrèou-Pa.So.K., 1996-2004, K.Simìtis-Pa.So.K., 2004-2009 K.Karamanlìs-N.D., 2009-oggi G.Papandrèou-Pa.So.K.), che a settembre, durante la campagna elettorale, diceva che i soldi ci sono e prometteva alla gente meno tasse e politica fiscale giusta, che aveva paragonato il meccanismo di sostegno ad una pistola carica messa sul tavolo e che non sarebbe stata usata tranne se in situazione critica, meglio non parlarne. Vediamo invece cosa ha comportato l’attivazione di questo meccanismo.

Come era logico, perchè si mettesse in funzione il meccanismo di sostegno da parte della Uee il governo greco dovrebbe dare delle garanzie e dei segni di impegno per mettere ordine alla sua situazione economica, cosa che è stata fatta con un disegno di legge di misure straordinarie temporanee, che poi, si è capito, dovrebbero essere permanenti. Alcune di queste misure sono:

 

·        l’aumento del’ Iva dal 19 al 23 per cento

·        l’aumento del 10 per cento della tassa di lusso,

·        la riduzione di circa 12 per cento degli incentivi e degli aiuti agli impiegati statali

·       il blocco degli aumenti agli stipendi per 3 anni

·       l’eliminazione della tredicesima e quattordicesima mensilità per gli impiegati statali con stipendi oltre i 3mila euro, e per chi ne guadagna meno, della trasformazione in bonus da 250 euro per Pasqua, 250 per le vacanze e 500 per Natale.

·       l’eliminazione della tredicesima e quattordicesima mensilità per i pensionati, statali e privati con pensioni oltre i 2mila 500 euro, e per quelle inferiori, che si trasformino in bonus da 200 euro per Pasqua, 200 per le vacanze e 400 per Natale.

·       Ulteriori aumenti del 10 per cento  per sigarette, alcoolici, carburanti. Dire che il prezzo della benzina, in meno di 10 mesi, è passato da 0,90 euro a litro, a 1 euro e 5o, la dice lunga!

 

A livello sociale, la gente ha vissuto abbastanza tranquillamente il periodo dei primi segni della crisi mondiale fino a quando non è arrivata a bussarci alla porta. Ma anche in quel caso, a parte una generale preoccupazione e lo scetticismo, non c’è stata qualche reazione significante. Un pò di paura nei movimenti finanziari, pochi investimenti e crescita dell’antipatia verso i politici grazie anche a scandali di ogni tipo che venivano a galla.

Il primo “boom” dell’opinione comune arriva quando girano le prime voci che la Grecia chiederebbe dei soldi alla Uee ed il bersaglio non è il mondo politico greco, come si potrebbe ipotizzare, ma la stampa e il popolo tedesco. Il motivo scatenante è stato la pubblicazione della copertina del Focus tedesco di febbraio che ufficializzava l’impressione secondo cui i tedeschi se la prendono contro i pigri e nullafacenti greci, perchè questi vogliono i soldi della Germania per uscire dai guai, invece di stringere la cinghia. La foto da sola bastava, ma anche il titolo “Imbroglioni nella famiglia europea: portano la Grecia ai nostri soldi – E cosa succede con Spagna, Portogallo e Italia?” ha spinto verso reazioni e commenti poco gentili.

E la vicenda ha avuto un seguito, sempre con l’aiuto di Focus tedesco che, con copertine del genere e approcci superficiali, ha perso tanta serietà, se non della credibilità che lo caratterizzava.

 

Comunque, la reazione e le accuse verso i veri colpevoli della situazione non hanno tardato ad arrivare. Con l’annuncio dell’attivazione del meccanismo di sostegno e le misure straordinarie assunte, annunciate come temporanee e poi rese permanenti, l’entrata in scena del Fmi e degli ispettori della Uee e della Bce (Banca Centrale Europea), le relazioni sulla gestione precedente del denaro pubblico, i dati sui conti bancari e i tanti fondi “scuri” di politici, i sostenitori del partito di governo e non, dopo che hanno visto il governo tradire le sue speranze e aspettative, hanno posto due domande:

 

1) “Scusate: se i soldi li avete mangiati voi o comunque una sparuta minoranza, perchè dobbiamo pagare noi?»

2) “Chi sono i colpevoli e che si fà con loro?”

 

La mancanza di buon senso, onestà, dignità e coraggio nel voler rispondere a queste due semplici e precise domande ha dimostrato di che pasta è fatta la classe politica greca – e non solo – ed ha scatenato la furia del popolo. 

Un ente dopo l’altro scioperava e poi, tutti insieme, le diverse associazioni e i sindacati, idem, manifestazioni varie e almeno due grandi e massicci cortei (uno dei quali il 5 maggio, il più grande nella storia della Grecia, ha fatto registrare tre impiegati bancari morti, tra cui una donna incinta, semplicemente a causa della violenza che alcuni riescono a trovare in qualsiasi contesto) hanno fatto sentire e capire che la gente non ci sta! Chi si aspettava che qualcosa cambiasse non poteva essere che romantico e sognatore. Le decisioni sono rimaste tali e la presa in giro da parte del governo ha continuato, facendo passare per grande vittoria politico-diplomatica il fatto che i tagli agli stipendi non sarebbero stati applicati nel settore privato, contrariamente a quanto chiedevano Fmi, Uee e Bce.

Dopo qualche settimana invece è venuto fuori che i tre “salvatori” della Grecia non avevano mai messo in discussione il settore privato. Anche perchè il problema si trova nei conti “pubblici” ed una eventuale riduzione degli stipendi privati significherebbe minori entrate e creerebbe ulteriori buchi nelle casse delle assicurazioni sanitarie e i fondi pensione pubblici!

E’ vero che la reazione da parte del popolo greco, di fronte alla gravità della situazione, l’incapacità dei politici e la provocante presa in giro, non è stata così forte, così dinamica come ci sarebbe aspettato. Il motivo di questa “calma” potrebbe essere il fatto che il cittadino greco storicamente non ha mai avuto tanti soldi o beni materiali, ma c’è l’ha sempre fatta a campare dignitosamente. Un pò perchè si accontenta, un pò perchè riesce a sfruttare al massimo quello che ha, a creare qualcosa da poco, e senza dubbio perchè sa cercare e trovare.

Con l’arrivo dei fiumi di soldi europei e la laicità che ha caratterizzato la loro gestione dei governi, dall’Ottanta ai primi anni Novanta (cosa che hanno fatto anche i governi dal 2000 in poi, ma con soldi prestati e quindi inesistenti e soltanto nel settore statale, creando lacune e divisioni sociali), il cittadino Greco si è trovato con molti più soldi e di conseguenza si è messo a spenderli! O li ha usati per fare le stesse cose di prima, ma più frequentemente, cercando più qualità, oppure li ha investiti, e c’è stato chi si è fatto una fortuna e chi l’ha bruciata.

Il problema è che questa “larghezza” economica ha fatto comodo al Greco e non si è fatto assolutamente perdere l’occasione di vivere da “large”, e a volte proprio “extra large”. Non essendo però così tanti gli anni passati, da allora fino ad oggi, di questa bontà ne ha usufruito soltanto una generazione e non per tutto il suo “arco” , quindi i ricordi e le abitudini precedenti non si sono cancellati.

Come le cose si sono trasformate nuovamente e i risparmi sempre più difficili, il Greco si è ricordato di come era quindici, vent’anni prima e si è adattato. Sicuramente, non tutti e sicuramente con tanta preoccupazione! Il punto è che avendo vissuto con poco e il rischio di un probabile ritorno a una condizione del genere, il Greco sicuramente non se lo augura ma non trema  e non teme.

Il fattore esperienza, dunque, e il riconoscere una parte della colpa a se stessi, almeno quelli consapevoli di esserci cascati nei trucchi politici, forse sono i motivi che hanno fatto in modo che la reazione non fosse così violenta e drastica.

Dopo tutto questo, i cortei, gli scioperi e le manifestazioni continuano in base giornaliera e, ad oggi, il 53 per cento dei greci vuole elezioni anticipate, il 72 per cento pensa che il Paese vada nella direzione sbagliata, l’84 per cento non è contento della funzione della democrazia ed il 69 per cento si aspetta un peggioramento della situazione economica.

E come aspettarti il miglioramento quando la prima mossa del governo è stata aiutare le banche, con 26 miliardi di euro, in piena crisi, la stessa crisi sulla quale le banche scommettevano ed hanno fatto in modo che peggiorasse, mentre la sanità pubblica sta crollando e si rischiano le morti in ospedale per mancanza di materiale per un debito di 5 miliardi?

Come sperare di arrivare alla pensione bonus di Natale quando non può essere garantita la pensione di settembre? Come aspettarsi turisti stranieri sulle isole greche quando si presentano come possibili acquirenti, proponendoti di venderle per saldare il debito? Come aspettare un giorno di sole nel bel mezzo di questo temporale finanziario?

Come poter immaginare di poter alzare la testa, orgoglioso di essere Greco, quando il governo segna un accordo nel quale rinuncia alla sua sovranità sul territorio greco? Come coltivare un pezzo di terra se non sai se domani sarà ancora tuo?

Perchè prima di tutto ci deve essere la terra, perchè risulti dolce o amara.


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