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Catanzaro. Piano di mobilità e isola pedonale

Catanzaro. Piano di mobilità e isola pedonale

Di questo si è parlato qualche giorno fa, in Comune, in un incontro promosso dalle associazioni culturali del capoluogo. Tuttavia, tra i grandi assenti, il sindaco Olivo, l'assessore al ramo, Roberto Talarico ed il Consiglio comunale. Nel corso del dibattito non è stata messa in discussione la sua approvazione ma l'assenza di concertazione

Un messaggio chiaro quello che le associazioni culturali del capoluogo (La ragione e il tempo, il Campo, Legambiente, il Comitato di via De Grazia, il salotto degli artisti, Cittadinanza attiva, il Codacons) e i cittadini avrebbero voluto porgere al Consiglio comunale ed al sindaco Olivo se solo fossero stati presenti un paio di giorni fa, nella sala concerti del Comune.

Al centro del dibattito, il Piano di mobilità che deve ancora essere approvato dall’Aula rossa ma che è stato invece già messo parzialmente in atto con l’istituzione dell’isola pedonale. Il problema non è, come si potrebbe pensare, sulla opportunità o meno della pedonalizzazione del corso, tutti concordano sulla bontà della scelta, ma sulle modalità con cui si è deciso di istituirla senza la concertazione con i cittadini residenti, senza sentire il consiglio comunale  e senza attuare contestualmente le altre misure previste dal piano. Ovvero, l’aumento dei parcheggi limitrofi al centro storico, le scale mobili, i parchimetri, i bus per i disabili, la metropolitana di superficie (sfruttando la stazione di Sala), e tutte le altre misure  previste dal piano che avrebbero accompagnato in modo indolore la scelta evitando di creare invece solo disagi e soprattutto alla popolazione residente. Una decisione quindi assunta quasi d’imperio che male si sposa con la tradizione democratica di una amministrazione di centrosinistra. Il che ha sollevato non poche critiche  sull’atteggiamento di sudditanza del sindaco nei confronti dell’assessore Talarico e del suo movimento, Catanzaro nel cuore. Peccato che all’incontro del civico consesso fossero presenti solo tre consiglieri (Cassala, Lodari e Cimino) e l’assessore Ventura.

 E gli altri? Buuu!!!! Forse troppo impegnati nelle liste regionali? O, e ne saremmo stati felici, vicino agli abitanti di Janò, il cui fenomeno franoso si sta aggravando pericolosamente nelle ultime ore, tanto da temere lo sgombero di altre mille famiglie?  Macchè, solo pochi esponenti si sono visti da quelle parti e peraltro impegnati a strumentalizzazioni politiche sulle responsabilità da attribuire alla coalizione avversa.

Nonostante tutto, l’incontro è stato civile. Gli interventi succedutisi hanno sottolineato i disagi derivanti da questa prematura istituzione dell’isola pedonale: l’eccessiva concentrazione di smog nei quartieri storici della città che hanno visto il quadruplicarsi del transito delle auto rischia di nuocere gravemente polmoni  ed edifici storici come la chiesa di Sant’Omobono. Certo, in centro passano meno auto rispetto al passato ma passano tutte dai vicoli! Non c’è più parcheggio per i residenti e i bus hanno tempi di percorrenza lunghissimi, mancano ancora i parchimetri per cui chi parcheggia è costretto ad allontanarsi troppo dall’auto per comprare un biglietto orario con il rischio di vedersi appioppare nel frattempo una multa, la pavimentazione si sta distruggendo, gli anziani fanno fatica a camminare e ai disabili è impedito il transito su Corso Mazzini anche se muniti di certificazione di disabilità.

E’ il caso di una giovane disabile che, legata all’utilizzo di un complesso macchinario,  alla richiesta fatta per iscritto all’amministrazione comunale di potersi recare presso uno studio medico, in centro, si è sentita rispondere che non si ammettevano deroghe e che avrebbe dovuto prendere l’autobus!!!! Avete visto navette per disabili…….? L’assessore Ventura si è allora fatto carico di capire quale dirigente  abbia potuto negare un tale permesso. D’altronde, i cittadini oltre che doveri hanno anche diritti.Conclusione del dibattito: una serie di richieste da sottoporre al sindaco ed al Consiglio; un invito alla concertazione, l’istituzione di una grande Ztl in tutto il centro storico, magari aperta solo nelle ore serali – come è buona usanza in altre città italiane – la realizzazione del piano di mobilità partendo dall’analisi e dall’attivazione dei sottosistemi: ad esempio i tempi della sosta e dei parcheggi, un’analisi degli spostamenti casa lavoro, i tempi di carico e scarico, i tempi della mobilità con mezzi pubblici e non ultimo il recupero delle funzioni storiche dei singoli quartieri: il mercato rionale, le botteghe artigiane.

Questa, sostanzialmente, la mera cronaca dell’incontro. Ma, nell’aria seppure velata da un atteggiamento di collaborazione, si percepiva la delusione dei cittadini nei confronti di una amministrazione di centrosinistra che, non solo non ha saputo agire come tale, ma dove lo scollamento tra la popolazione e il primo cittadino, tra i partiti ed i consiglieri e tra il Consiglio e la Giunta  è così mal digerito da fare supporre che, se Olivo  non sarà capace di riacquistare una propria autonomia agendo in difesa dei diritti dei cittadini, sarà ricordato negli annali del capoluogo come il sindaco meno decisionista e soprattutto volutamente ostaggio dei partiti.


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