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Caso Lander, occupata l’Ambasciata spagnola

Caso Lander, occupata l’Ambasciata spagnola

ROMA. Un gruppo di attivisti della rete di solidarietà con Lander Fernandez ha effettuato un blitz nell’Ambasciata spagnola della capitale. Gli attivisti hanno occupato il piazzale di ingresso esponendo uno striscione: “Basta repressione nei Paesi Baschi – Lander libero”. I manifestanti hanno lasciato una lettera agli uffici dell’Ambasciata affinché si faccia interprete presso Madrid delle pressioni dell’opinione pubblica italiana sull’interruzione del processo di estradizione del giovane.

Di seguito IL VOLANTINO – LA LETTERA ALL’AMBASCIATA SPAGNOLA

RETE ROMANA DI SOLIDARIETA’ CON LANDER FERNANDEZ ARRINDA  

La Rete di solidarietà con Lander Fernandez è un movimento romano composto da persone e realtà sociali che sostengono la risoluzione del conflitto tra il Paese Basco e lo Stato Spagnolo, nel quadro della nuova fase politica aperta dalla Dichiarazione  Internazionale di pace di Aiete sottoscritta da oltre 69 ex europarlamentari. Alla luce del riconoscimento internazionale in sede europea e non  per gli sforzi fatti dalle diverse organizzazioni politiche, sociali e sindacali basche al fine di costruire uno spazio democratico utile alla risoluzione del conflitto politico, la rete promuove iniziative e campagne volte a sensibilizzarel’opinione pubblica italiana sulla questione basca. Nonostante i passi in avanti in  direzione della pace e gli avanzamenti compiuti dalle autorità spagnole, riteniamo che le numerose richieste di Mae(Mandato di arresto Europeo) avanzate dalla Spagna nei confronti di cittadini baschi possano rivelarsi di ostacolo e non adatti per trovare soluzioni.  

La Rete ritiene che l’iter giudiziario promosso da  un tribunale non ordinario quali l’Audiencia nacional e secondo la legislazione antiterrorista, non denoti una volontà di favorire il dialogo ma piuttosto risulti  lesivo dei diritti politici e civili  degli attivisti baschi. Tale valutazione è condivisa ampiamente nel panorama sociopolitico basco. Tali diritti, benché riconosciuti dallo stesso Stato Spagnolo in sede internazionale, vengono a essere in questo modo sistematicamente violati. Tali violazioni fatte legge hanno provocato le reazioni di diversi organi internazionali. Il Comitato ONU contro la tortura , il Comitato Europeo per i diritti umani e le libertà fondamentali nella lotta al terrorismo hanno reiteratamente richiesto la revisione di tale legislazione e la soppressione del Tribunale Speciale (Audiencia Nacional) affinchè tutti i procedimenti siano giudicati da Tribunali Ordinari. Tali richieste sono rese più forti e riconosciute presso l’opinione pubblica internazionale grazie agli interventi di Human Right Watch e Amnesty International fondamentali soggetti per la difesa dei diritti umani universali.   

La Rete ritiene che la richiesta di estradizione di Lander Fernandez da parte delle autorità spagnole rientri nel tentativo di ostacolare la nuova fase politica apertasi in Euskal Herria. Ritiene, inoltre, che tutte le persone debbano godere del diritto di risiedere nella propria terra senza essere vittima di minacce e intimidazioni da parte di alcun corpo di polizia. Lander Fernandez vedendosi negato tale diritto risiede da un anno nella capitale italiana dove ha condotto una normale vita pubblica alla luce del sole.  


PETIZIONE: 


Alla luce di quanto detto sopra rivolgiamo un appello a questa Ambasciata affinchè possa farsi interprete sul territorio spagnolo dell’attenzione  e della vigilanza che si garantiscono al caso di Lander Fernandez Arrinda presso la società civile e l’opinione pubbliche italiane. 

Richiediamo inoltre che il processo di estradizione venga fermato e che il giovane basco possa tornare a godere dei propri diritti civili e politici. 


Roma 10/07/2012, Rete di solidarietà con Lander Fernandez Arrinda 

 

 

LANDER FERNANDEZ ARRINDA 

 Cittadino basco di Bilbao, di 32 anni. 

Fu arrestato il 18 di novembre di 2003 dalla polizia francese presso Tolosa e condannato dallo Stato francese a cinque anni di carcere per associazione a delinquere, possesso illecito di armi e furto di veicolo. Da quando è uscito dal carcere, il 22  gennaio del 2008, avendo scontato interamente la sua pena, i pedinamenti e le minacce da parte dei diversi corpi di polizia contro Lander Fernandez sono stati costanti. Nell’agosto del 2008 è stato fermato dalla Guardia Civil a Berriatua (Bizkaia) e accusato di essere in possesso di un blocchetto di biglietti di una riffa a favore dei prigionieri politici baschi. Nell’ottobre del 2010 è stato condannato in primo grado a tre anni di carcere dall’Audiencia Nacional  per collaborazione con banda armata. Questa condanna è stata poi annullata in secondo grado dal Tribunal Supremo dal momento che nel testo dei biglietti della riffa , come riferito dallo stesso Tribunale, “non vi è riferimento ad alcun gruppo terroristico” e si riconosce l’obiettivo della riffa di “garantire i diritti umani e la dignità dei prigionieri politici e rifugiati baschi”. L’accanimento contro Lander Fernandez è stato costante durante tutto il tempo che ha vissuto in Euskal Herria. Per queste ragione Lander ha anche denunciato pubblicamente i pedinamenti e le minacce da parte della polizia.  Lander Fernandez ha raccontato il 28 maggio del 2009 davanti ai mezzi di comunicazione in Euskal Herria, del sequestro e della successiva aggressione subita tra il 19 e il 27 maggio di quello stesso anno, da parte di individui che si identificarono verbalmente come agenti della Polizia autonoma basca. Il19 maggio, uscendo dalla scuola di Elorrieta (San Inazio – Bilbao), venne avvicinato da alcune persone che si identificarono  verbalmente come polizia autonoma basca, dopo averlo portato in un luogo isolato ad Asua (Biscaglia) e riferendogli che un giudice aveva prove per incarcerarlo per dieci anni, gli offrirono di collaborare con loro per evitare la pena.  La situazione si ripetè il 27 maggio dello stesso anno quando il giovane notò la presenza di persone che lo seguivano e a 30 metri da casa venne avvicinato dagli stessi tre individui che lo avevano sequestrato qualche giorno prima accompagnati da una quarta persona. I poliziotti, lo spintonarono  facendolo cadere per terra. Fra grida e minacce gli dissero che era in stato di arresto. Dal momento che l’aggressione non cessava il giovane cercò di liberarsi dalla presa, in risposta gli misero in bocca un fazzoletto di carta per farlo tacere. Presso il presidio sanitario dove Lander Fernandez giunse successivamente all’accaduto il medico rilevò lesioni al gomito destro, allo stinco della gamba destra e lesioni sotto l’occhio destro provocate dalla violenta caduta per terra. Alla luce di quanto accaduto Lander Fernandez decise lo stesso giorno di sporgere denuncia formale e di raccontare quanto accaduto in una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo. Il 14 di giugno del 2009 fu arrestato presso l’ aeroporto madrileno di Barajas mentre tornava da un viaggio in Venezuela. Contestualmente gli comunicarono l’apertura di un processo contro lui, risultato di  una indagine aperta dalla Polizia autonoma basca per fatti relativi a disordini accaduti a Bilbao nel 2002. Lander Fernandez rimase in prigione per 15 giorni,  ottenendo la libertà condizionale solo dopo aver corrisposto una cauzione di 40.000 euro alle autorità competenti. Vista l’impossibilità di condurre una vita normale  in Euskal Herria, nel 2011 Lander Fernandez ha deciso di spostarsi a Roma. Qui ha condotto una vita normale fatta di lavoro in un centro sociale e di attività quotidiane fra amici ma nonostante questo è stato oggetto, come rilevato da lui stesso, di pedinamenti da parte della polizia, fino alla mattina del 13 giugno 2012 quando  le forze dell’ordine italiane hanno fatto irruzione nell’abitazione del giovane ponendolo in stato di arresto . Lander Fernandez Arrinda è stato portato dalle forze di polizia a Regina Coeli qui ha passato due giorni durante i quali ha potuto ricevere visite.  Le autorità spagnole hanno in un primo momento attivato il meccanismo giuridico per la richiesta di un mandato di cattura europeo per il cittadino basco.  la Corte di Appello di Roma – Sezione quarta penale, presa visione delle carte inviate dalle autorità spagnole, in data 15 giugno 2012 ha ritenuto prematura l’estradizione del giovane in quanto la documentazione fornita evidenzia  un reato configurato in “risposta organizzata” ma non  rientrante nella cosiddetta sfera   “organizzativa”. Riteniamo, inoltre, importante sottolineare che la  stessa Corte, evidenzia che  Lander Fernandez “risulta di fatto controllato dagli organi di polizia dal dicembre 2011, senza che a suo carico siano emerse attività illecite o iniziative volte a sottrarsi ai controlli della p.g”.  Il giudice italiano ha richiesto ulteriori informazioni che possano ampliare in maniera documentata l’accusa avanzata dallo stato spagnolo contro Lander Fernandez. Le autorità spagnole hanno fino a metà luglio per rispondere alla richiesta. Il rischio che corre all’oggi il cittadino basco è un procedimento di estradizione classico. Oggi Lander Fernandez è agli arresti domiciliari senza poter uscire ma con il permesso di telefonare e ricevere visite.   Diversi politici si sono interessati al caso del cittadino basco incarcerato, tra loro il Senatore Italiano del Partito dei Radicali Mario Perduca, il Consigliere Regionale della Federazione della Sinistra Fabio Nobile ed il Consigliere Provinciale Gianluca Peciola di Sinistra Ecologia e Libertà , che a colloquio con il direttore della casa circondariale dove era detenuto Fernandez hanno chiesto migliori condizioni di detenzione.  Sottolineiamo l’importanza della campagna di solidarietà messa in moto a Roma per Lander Fernandez. Con l’intervento di vari portavoce politici come il Consigliere Municipale, Andrea Alzetta di Roma in Action e il Presidente del Municipio Roma XI, Andrea Catarci di Sinistra Ecologia e Libertà, la realizzazione di una tavola rotonda e l’organizzazione di un concerto è stato dato un notevole risalto mediatico alla questione. Insieme all’intervento dei suddetti rappresentati politici e all’attività informativa nazionale , i sindacati come COBAS E CGIL e associazioni quali ANTIGONE che lavora contro la pena di morte e per difesa dei diritti dei detenuti, si sono uniti alla denuncia pubblica sulla detenzione di Lander Fernandez. Non dobbiamo dimenticare  che da Roma è stato attivato un blog (http://uncasobascoaroma.noblogs.org) e continua ancora oggi la raccolta firme contro la consegna di Lander Fernandez alle autorità spagnole (http://www.petizioni24.com/lander) 

Roma 10 luglio 2012 Rete di solidarietà con Lander Fernandez  

Fonte: http://actiondiritti.net/index.php/action-a/2625-caso-lander-occupata-ambasciata-spagnola


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