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Berlino vent’anni dopo…

Berlino vent’anni dopo…

un breve viaggio nella città che ha segnato la storia dell'Europa. Nel 1989, dopo ventinove anni, cadeva il muro che divideva il pianeta in due mondi contrapposti. Oggi, a soli vent'anni di distanza, la capitale tedesca riunificata è senza dubbio una città aperta, tollerante, interetnica, dove la convivenza tra le razze è l'essenza su cui si fonda l'essere berlinesi.

A cura di Gianmichele Bosco e Giuseppe Ranieri

…Visitare Berlino non è come visitare una qualsiasi capitale europea… Visitare Berlino è come immergersi nella storia d’Europa e del mondo. Ci si ritrova nel punto nevralgico di come è stata, di come poteva essere e di come si è trasformata la storia della nostra vita.

Una città che ha affrontato il passaggio dal nazionalsocialismo al socialismo sovietico, fino alla caduta del muro. Berlino 2009 non è altro che il semplice risultato del suo passato, della sua storia, è il risultato di un secolo da protagonista, dall’essere dominatrice all’essere dominata, da capitale di un impero fino a diventare una provincia suddivisa dai giochi strategici dei potenti della terra; infatti solo fino a venti anni addietro si parlava di due sistemi, di due città, di due ambienti totalmente diversi l’uno dall’altro. Proprio attorno a ciò, attorno al muro che si sono alternate storie drammatiche e bizzarre di numerosi abitanti berlinesi, dai numerosi tentativi di passaggio da una parte all’altra miseramente finiti in tragedia, ma anche ad episodi come quello del diciottenne Rainer W., che all’inizio degli anni settanta scavalcò gli sbarramenti in direzione ovest, in cerca di libertà, vi rimase, però solo un week-end perché l’ovest non gli piacque del tutto.

E’ proprio l’essere stata questo duplice laboratorio sociale, in cui due concezioni diametralmente opposte di interpretare la realtà materiale  che ad un certo punto si sono scontrate e confrontate, che ha reso Berlino quel mix esplosivo che è capace di stregare qualsiasi persona.

Pertanto come definire Berlino del ventunesimo secolo?

La definirei soltanto come una città accogliente, tollerante, ma soprattutto come una città pensante e consapevole della propria storia. In un periodo in cui il culto dell’intolleranza, delle più becere forme di nazionalismo sono tornati di moda, a Berlino c’è l’esigenza di confrontarsi, di conoscere e non di chiudersi in se stessa. Nell’aria di Berlino si sente l’odore del passato, con tutti i suoi lati positivi e negativi, ma si vive per il futuro affinché alcune cose non si debbano più a ripetere, affinché ci sia sempre il rispetto nei confronti dell’altro e affinché ci si possa sempre autodeterminare. Il berlinese non è tedesco ma è berlinese, e chiunque vive questa città, in questa città, acquisisce questo status quo di berlinese. Infatti, il turco, il curdo, l’indiano, l’iraniano, l’italiano, lo spagnolo è berlinese. Berlinese è colui il quale ama la gente, la cultura, l’arte. Colui che ama pensare, ama vivere insomma. Per questo a Berlino trova spazio chiunque voglia continuare a lottare per qualsiasi forma di tolleranza  e di rispetto, principi che dovrebbero essere presenti in ognuno di noi.

Questa è Berlino del ventunesimo secolo…

 


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