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“Le donne aggressive, l’uomo buffone, i bimbi smarriti….!”

“Le donne aggressive, l’uomo buffone, i bimbi smarriti….!”

Di Angela Truglia –

Stamattina vi dico, bel film! Quello che so sull’amore di Gabriele Muccino ha colto perfettamente l’indecisione, le paure, gli errori facili, che possono scaturire in chi è inserito in questo meccanismo e non riesce a venirne fuori, perché ha un affitto da pagare e non ha i soldi per farlo, perché è già incastrato nelle conseguenze di errori o scelte sbagliate 

Roma – Ieri sera sono andata a vedere un film al cinema in via della provincie a Roma.

Frequento tanti cinema a Roma e non ero mai stata in questo, così accogliente e così cinema. Per vedere un film abbiamo pagato 3 euro contro i soliti 8.

Il film, Quello che so sull’amore di Gabriele Muccino.

Piacevole da seguire, senza troppi colpi al cuore o alla pancia ma con la sensazione fortissima di situazioni reali, a me, ma senz’altro a noi tutti, molto vicine nella loro essenza non certo invece relativamente al contesto in cui nel film si svolgono.

Uscita dal cinema da sempre non ho mai amato le domande o i commenti sul film. Per fortuna mio marito lo sa, credo, quindi aldilà di qualche battuta non ci spingiamo mai, come invece accade quando si è in compagnia e molti devono velocemente incasellare il film in uno dei classici contenitori della classica critica.

Ho sentito un’amica mentre cenavo dopo il cinema e mi ha chiesto se il film mi era piaciuto.  Ho risposto carino.

Come sempre il mio giudizio vero sul film arriva al mattino, dopo averci dormito sopra.. Del resto per me andare al cinema è un po’ come leggere un libro, è tutto più veloce ma se il film non mi trascina dentro la sua storia almeno per un giorno dopo averlo visto, vuol dire che quello non è un bel film secondo i miei criteri.

Stamattina vi dico, bel film.

Nel vederlo, le donne aggressive e invadenti, l’uomo buffone e pieno di sé, i bimbi spesso smarriti a causa dell’egoismo e della fragilità dei genitori, quasi mi sono sembrati un fatto normale, esattamente lo specchio di quello che vedo quotidianamente attorno a me. E il film lo ha colto perfettamente. E ha colto perfettamente l’indecisione, le paure, gli errori facili, che possono scaturire in chi è inserito in questo meccanismo e non riesce a venirne fuori, perché ha un affitto da pagare e non ha i soldi per farlo, perché è già incastrato nelle conseguenze di errori o scelte sbagliate commesse in passato, perché in fondo chi lo ama è sempre certo che sbaglierà ancora e anche questo lui sente e quindi tutto è sfavorevole alla sua opportunità di salvezza, di conquista della serenità.

E naturalmente l’opportunità di salvezza non può che arrivare dall’amore, e lo sguardo meraviglioso di un bimbo che chiede amore a un papà disorientato che a quella richiesta di amore non può che tendere la sua mano con forza.

L’importanza, la maturità, la forza e la grandezza del perdono per la grande crescita dell’essere umano diventano nel film, come lo sono nella vita, un elemento fondamentale per la nostra salvezza.

Andate a vederlo. Il cast e il contesto sono hollywoodiani ma l’italianità di Gabriele Muccino li stempera al punto giusto. Uma Thurman un po’ rivisitata nella sua sensualità, ma sempre straordinariamente brava e bella.


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