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Ambiente&Servizi, a un passo dal baratro

Ambiente&Servizi, a un passo dal baratro

CATANZARO. I dipendenti della società partecipata, da mesi senza stipendio, sono saliti sul tetto di Palazzo De Nobili in segno di protesta. Il bando per la raccolta differenziata pubblicato di recente dall’amministrazione comunale non prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali. Dopo qualche ora di intense trattative giunge la revoca. 

Un gruppo di lavoratori della società partecipata che gestiva la raccolta differenziata ha inscenato una forte protesta salendo sul tetto del Municipio. I dipendenti dell’Ambiente&Servizi rivendicano il mantenimento dei livelli occupazionali dopo aver appreso le intenzioni del neo sindaco Sergio Abramo di chiudere la società  a causa del forte indebitamento e dei costi del personale. 

In seguito alla protesta, il sindaco ha deciso d revocare il bando pubblico

Ieri, con una nota stampa a firma di Bruno Talarico della Cgil e di Domenico Marra della Cisl, i sindacati avevano espresso le loro perplessità in merito al bando per la raccolta differenziata, pubblicato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale di Catanzaro.

A destare preoccupazione – secondo i sindacati – “quanto previsto dall’art. 8 del capitolato speciale d’appalto nel quale non è previsto il recupero del personale di Ambiente & Servizi, ma al contrario si prevede una clausola insindacabile in favore del comune di decidere la risoluzione automatica del contratto di quei lavoratori ritenuti inidonei al servizio, quasi come se gli uffici comunali abbiano le competenze specifiche, e quindi le conoscenze mediche per stabilire giudizi di inidoneità al servizio, alternative al servizio sanitario pubblico”.

Inoltre, nel merito tecnico del bando i sindacati contestano la dicitura CER 15.01.04 che “non corrisponde alla tipologia di cassonetto dislocata nel territorio comunale in quanto lo stesso dovrebbe riferirsi al CER 15.01.06 imballaggi in materiali misti ovvero plastica/acciaio/alluminio”.

Avevamo sostenuto – aggiungono Cgil e Cisl – la validità del piano industriale presentato nel mese di dicembre 2010, sul quale sia il Consiglio Comunale che il Commissario Straordinario  si erano positivamente pronunciati tanto da prevedere la ricapitalizzazione,  ed avevamo contestato la sua non attuazione, però sin dall’inizio gli uffici comunali preposti hanno sempre evidenziato la inesistenza del suddetto piano salvo poi operare un copia ed incolla sia sul quantitativo medio mensile presunto  richiesto in bando che sul numero dei contenitori da utilizzare.

Infine, ancor più grave, – concludono – è quanto stabilito in ordine alla tariffa. Ad Ambiente & Servizi è sempre stato riconosciuto un importo pari ad € 145, nonostante più volte fosse stato chiesto l’adeguamento Istat della stessa e mai riconosciuto, mentre nel bando  ancorché a base d’asta vengono previsti 234  €, nettamente maggiori rispetto ai 215 € richiesti dall’Azienda Pubblica nel piano industriale.

 


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